iye-logo-light-1-250x250
Webzine dal 1999

Recensione : Bloodhunter – Bloodhunter

I Bloodhunter ci consegnano una nuova regina del metal estremo, la vocalist Diva Satanica, che impreziosisce con il suo growl l'album di debutto della band spagnola.

Bloodhunter  -  Bloodhunter  - Recensioni Metal

Dalla Spagna arrivano i Bloodhunter, all’esordio discografico per Suspiria Records con questo buon album omonimo di death metal melodico, riconducibile alla scuola scandinava ma dotato di spunti di metallo classico e old school.

Alla voce troviamo una female vocalist, Diva Satanica, sulla scia di Angela Gossow degli Arch Enemy o meglio ancora Sabina Classen degli Holy Moses, che non si tira indietro e affronta da par suo le sfuriate metalliche dei compagni d’avventura, tra i quali troviamo il bravissimo Fenris, chitarrista talentuoso che ricama riff e solos melodici sul tappeto di ritmiche schiacciasassi del duo Eadrom (basso) – Phoghett (batteria).
Prodotto da Pedro Mendes e Daniel Cardoso, con la comparsa in veste di special guest nel brano Bring Me Horror di Marios Iliopoulos dei Nightrage, il lavoro dei nostri risulta un saliscendi tra brani più prettamente death e altri dove la chitarra di Fenris ci regala momenti di ispirazione classica, che poi sono quelli che alzano la media qualitativa di Bloodhunter.
Dopo The First Insurrection, brano che funge da lunga intro, The Bloody Throne parte a spron battuto verso territori old school con la vocalist a prendere per mano il brano, che risulta uno dei più riusciti bissato dalle ritmiche indiavolate di Ancestors Ov All Gods; davvero belli poi lo strumentale Ezequiel 25,17, Come To Me Sorrow ed Age of Darkness.
Bloodhunter risulta cosi un buon album di melodic death suonato e cantato benissimo che, oltre ad avere dalla sua una buona guida a livello di songwriting che mantiene il sound sempre all’interno delle strade sicure del genere, regala un’altra ottima e bellissima vocalist che alza ancor di più il livello delle quote rosa al metal estremo europeo. Promossi.

Tracklist:
1. The First Insurrection
2. The Bloody Throne
3. Ancestors ov All Gods
4. Dying Sun
5. Ezequiel 25, 17
6. Come to Me Sorrow
7. Embrace the Dark Light
8. Ages of Darkness
9. Saints of Sand
10. Bring Me Horror
11. Bloodhunter

Line-up:
Fenris – Guitars
Phoghett – Drums
Éadrom – Bass, Vocals (backing)
Diva Satanica – Vocals

BLOODHUNTER – Facebook

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

CANALE TELEGRAM

RIMANI IN CONTATTO

GRUPPO WHATSUP

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

Hardline - Life - rock

Hardline – Life

La cover di Who Wants To Live Forever dei Queen come perla incastonata tra la dozzina di tracce che compongono l’album, valorizza, se ce ne fosse bisogno il gran lavoro degli Hardline a conferma dell’ottimo stato di forma dell’hard rock melodico.

Carnal Tomb - Abhorrent Veneration - death

Carnal Tomb – Abhorrent Veneration

I Carnal Tomb danno un seguito all’altezza del buon esordio di tre anni fa e come allora noi di Metaleyes ve ne consigliamo l’ascolto, sempre che i vostri gusti in fatto di death metal siano rivolti alla frangia tradizionale del genere.

First Signal - Line Of Fire - rock

First Signal – Line Of Fire

Line Of Fire è una raccolta di canzoni dove rocciose parti hard rock, si alleano con linee melodiche di rara bellezza, raffinate ed eleganti, sapientemente ruvide ma, allo stesso tempo ruffiane tanto basta per spaccare cuori tra i rockers dai gusti melodici.

Deepshade - Soul Divider - rock

Deepshade – Soul Divider

I Deepshade esibiscono un sound personale, riescono nella non facile impresa di risultare a loro modo originali, pur lasciando che all’ascolto dell’album le loro ispirazioni facciano capolino dalle pareti del tunnel dai mille colori in cui si entra appena si preme il tasto play.