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Recensione : Septem – Septem

Qui c'è il metal, ma quello vero, semplice eppur composito, trascinante ed adrenalinico

Septem - Septem - metal

Da La Spezia arriva questo disco che è una bomba, e si pone un spanna sopra le cose che ho ascoltato negli ultimi tempi.

L’impianto è heavy metal, ma dentro c’è un po’ tutto il metal. Sinceramente il disco sfugge ad ogni tentativo di classificazione, come ogni disco eccellente. I Septem si formano a La Spezia nel 2003 dalla fusione di 2 gruppi. Nel 2006 si affidano ad una realtà dell’underground spezzino per pubblicare un disco, ma si rivela una truffa e il progetto finisce lì. Arrivati alla Nadir Music, un certo Tommy Talamanca li prende sotto la sua ala protettiva e produce, mixa e masterizza il disco ai Nadir Music Studios. Il risultato è stupefacente. Qui c’è il metal, ma quello vero, semplice eppur composito, trascinante ed adrenalinico. Stacchi imponenti, composizioni azzecate e canzoni scritte impeccabilmente. Non una nota noiosa, nessun orpello, tanta sostanza e un disco entusiasmante. Durante l’ascolto mi sono trovato più volte a bocca spalancata: A different day è un inno metal, la strumentale Septima è un pezzo che tanti big del metal vorrebbero incidere. Non riesco a staccarmi da questo cd, poiché dischi come questo mi hanno fatto diventare la testa di metallo che sono. Resiste anche a ripetuti e continuati ascolti. Davvero bello. Dovremmo farlo ascoltare a chi non capisce perchè essere metallaro è una grande fortuna, perchè puoi godere di dischi così.

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