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Recensione : Potmos Hetoimos – Vox Medusae

Un flusso di musica libera e mitologica, che parla di archetipi e li trasforma in note, un luna park musicale per chi non vuole la forma canzone e vuole fluttuare libero.

Potmos Hetoimos - Vox Medusae - metal

Arriva dalla difficile città americana di Baltimore, nel Maryland, questo progetto di un uomo solo di nome Matt Matheson, al comando di tutti gli strumenti, per un qualcosa di molto originale e strutturalmente complesso.

I generi coinvolti sono molti, dal post metal al black, dalla psichedelia all’industrial, dallo sludge al doom, il tutto in una narrazione dai molti strati, come se fosse un labirinto sonoro dove l’ascoltatore deve perdersi. Non ci sono fili conduttori, se non quello della totale astrazione musicale, nel senso che non esiste un peso reale e fisico per questa musica. Il disco fin dal titolo di Vox Medusae è incentrato sulla litica figura della Medusa ed è una fusione di mito e sogno, come se dalla prima nota della prima canzone ci si immergesse in un mare torbido e pieno di musiche senza padrone che fluiscono verso una fine violenta, ma anche il loro scorrere è senza pace, proprio come la figura della Medusa. Non si sfugge a queste grida, a questa incessante lotta fra gli strumenti a questa musica composta come se fosse free jazz, quindi totalmente senza padroni e senza freni di genere o steccati entro la quale muoversi. C’è anche molto del progressive in questo undicesimo disco del polistrumentista, che regala al popolo l’intera discografia sul suo bandcamp attraverso la modalità scegli il tuo prezzo. L’unico limite di questo disco è la confusione che regna in alcuni passaggi, dove troppe spinte musicali e troppi suoni si sovrappongono, quasi a diventare una cacofonia non molto piacevole. Questi momenti negativi sono sia molto minori rispetto a quelli positivi, sia figli di un’urgenza creativa che trasborda, perché Potmos Heitomos ha talmente tante idee che le sette note diventano poche. Un flusso di musica libera e mitologica, che parla di archetipi e li trasforma in note, un luna park musicale per chi non vuole la forma canzone e vuole fluttuare libero.

Tracklist
1. I. Idyll Anathema
2. II. Voracious Embrace
3. III. The Silicon Mirror
4. -. Fits & Fevers
5. IV, A. Perseus, Pristine
6. IV, B. Perseus, Pyrrhic
7. V. Braid of Ouroboros
8. –. E Pur Lei Muore

Line-up
Matt Matheson – vocals, guitars, bass, drums, synth, keyboard, piano, programming, etc.

Jane Vincent (Curse) – “Medusa” vocals [I, III, IVb, V]
Raleigh Booze (Usti Waya) – extra vocals
Daniel Wallace – saxophone [all tracks]
Charlie Eron – guitar solo [IVb]

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