
Adrian Rodd – Waves Ep
Con ogni canzone Adrian costruisce una storia, e lo fa nota su nota, suggestione su suggestione, in un crescendo di immagini, producendo una techno ambient con forti influenze house ed un tocco tribal.

Con ogni canzone Adrian costruisce una storia, e lo fa nota su nota, suggestione su suggestione, in un crescendo di immagini, producendo una techno ambient con forti influenze house ed un tocco tribal.

Tante influenze mescolate benissimo, un suono molto personale, un giro continuo, un disco solidissimo che fa viaggiare.

Un continuo groove sludge stoner metal, con intarsi desert, intensità mostruosa e su tutto una potenza distorta che porta via.

I Luluc ti parlano al cuore, e riescono nella difficile impresa di fare musica soffusa ed originale in un modo che non annoia mai l’ascoltatore.

Pop di alta qualità, evocativo e con parti importanti di synth pop, Jenn Champion viene da Seattle ed è una di quelle musiciste nate per far sognare gli ascoltatori, o per farli sentire terribilmente in colpa.

I Progenie Terrestre Pura sono un gruppo che, usando il black death metal con venature industrial ed elettroniche, porta verso l’infinito il suo messaggio di angoscia e di incessante esplorazione sia dello spazio profondo che di noi stessi.

Questa raccolta è un piacere ed un balsamo che guarirà molte anime oltre che essere un ottimo modo per entrare in contatto con questa etichetta che è fra le migliori nel mondo dell’elettronica.

Un singolo molto notevole e assai ben fatto, che conferma i Many Reasons come uno dei migliori duo techno dei nostri tempi, ed infatti Carl Cox non se li è lasciati scappare.

Il timbro musicale è molto influenzato dal grunge, linguaggio che non muore mai, al quale si aggiunge un’ottima struttura delle canzoni, che si dipanano dentro l’orecchio dell’ascoltatore, disegnando un racconto in musica.

Questo è forse il livello massimo raggiunto da Alborosie, ma non si può esserne sicuri, perché ci ha sempre abituato al meglio, seriamente candidato ad essere uno dei migliori dischi dell’anno.

I Savage Hands fanno un genere che nella loro terra madre è decisamente inflazionato, ma lo eseguono in maniera al di sopra della media, e questo ep potrebbe essere l’inizio di qualcosa di molto interessante.

Il suono dei ragazzi da Melbourne è un qualcosa che riassume il meglio di molti anni di musica alternativa, ascoltate questo disco e vi eviterete molti passi falsi.