Il caro vecchio thrash ci regala un’altra band dall’ottimo impatto, che con il nuovo album aggiunge un tassello importante verso il ritorno in pompa magna delle sonoritร old school.
Cosรฌ come il death, anche l’altro genere storico del metal estremo sta tornando in voga grazie all’underground, che si riempie ogni giorno di piรน di giovani band, votate ai suoni che fecero infiammare i kids negli anni ottanta.
Gli Alitor sono serbi e licenziano l’album d’esordio per la Witches Brew, dal titolo Eternal Depression, dopo lโEp โEmbitteredโ del 2012.
La tecnica invidiabile dei quattro musicisti di Indija e lโimpatto devastante sono artefici del buon risultato finale di questo lavoro: gli Alitor hanno grinta da vendere ma non solo, stupendo con cambi di tempo mozzafiato, solos velocissimi ed un’attitudine da veterani, conquistandoci da subito.
Thrash old school statunitense, perciรฒ allacciate le cinture e tenetevi forte, perchรฉ fin dall’opener Realm of Grief salirete sulle montagne russe manovrate dalla band, con saliscendi a velocitร supersonica in compagnia di quel genere che fu la fortuna di band come Testament, Forbidden, Exodus, primi Metallica e quelli che, almeno per me, rimangono la piรน grande band thrash del pianeta, i Death Angel.
Otto brani di cui almeno la metร da standing ovation (Realm of Grief, la title-track, Embittered e Nothing Lasts Forever), pregni di sana rabbia, suonati da dio e terribilmente esaltanti: il vero abc del thrash della Bay Area sta tutto in questa quarantina di minuti di suoni metallici.
Gli Alitor, con i loro furiosi ritmi da headbanging sfrenato, si rendono protagonisti di un lavoro che i fan del genere non possono assolutamente lasciasi sfuggire.
Bentornato vecchio thrash!
Tracklist:
1. Realm of Grief
2. Eternal Depression
3. Horror
4. Contorted Existence
5. Embittered
6. The Artist of Deception
7. Nothing Lasts Forever
8. Drained
Line-up:
Marko Todoroviฤ – Bass, Vocals
Stefan ฤuriฤ – Drums
Jovan ล ijan – Guitars
Aleksandar Stevanoviฤ – Guitars










