E’ iniziato il viaggio: gli Herba Mate sono pronti a farvi viaggiare con loro ultimo singolo, Poppy, che anticipa l’attesissimo nuovo album. Un invito a guardare oltre il superfluo, a immergersi nella natura per ritrovare qualcosa di autentico dentro di noi.
Ma il viaggio degli Herba Mate è iniziato molto tempo fa. Siamo agli inizi del nuovo millennio quando Alessandro Tretè (basso, voce), Andrea Berlotti (chitarra) ed Ermes Piancastelli (batteria) si guardano negli occhi e capiscono di poter fare qualcosa di importante. L’ispirazione arriva da lontano, dai deserti californiani, culla del Desert Rock e dello Stone Rock. Ma qui siamo in Italia, per la precisione in Romagna. E i tre amici decidono di ondare una band per reinterpretare in pura salsa romagnola quei suoni silergici, le dinamiche spichedeliche, le basse frequenze e i riff ipnotici. L’intento? Evocare le atmosfere dilatate e polverose di paesaggi lontani e desolati.
Anche il nome non è scelto a caso: un omaggio al celebre infuso consumato come riturale in Sud America.
Nel 2005 i primi brani vengono racchiusi in quello scrigno che è l’EP autoprodotto A Desert Section. Tre anni dopo arriva il primo disco in studio, The Jellyfish Is Dead And The Hurricane Is Coming: sempre autoprodotto, sempre polveroso, dalle forti componenti ipnotiche e sperimentali. Dallo studio ai live, gli Herba Mate arrivano a condividere il palco con i Fatso Jetson; incontro da cui nasce lo split album Early Shapes, pubblicato nel 2014. Poi la pausa. Bisogna attendere il 2024 per riascoltare il trio romagnolo con il singolo Boogie Mouse / Si è Lui.
Una profonda riflessione sull’epoca in cui viviamo, sul concetto di velocità e progresso tecnologico, su questa accelerazione frenetica che ci dilania, spinge gli Herba Mate alla realizzazione del loro nuovo, attesissimo album: Bolide. Un’opera in due atti. La prima parte, Bolide I & II (pubblicata il 20 novembre) è incentrata sugli elementi Terra e Aria. il capitolo futuro, Bolide III & IV, sarà dedicato invece a Fuoco e Acqua.
Un’opera divisa in due parti, quattro elementi primordiali che ci riportano all’essenza delle cose. E prima ancora dell’album, sulle piattaforme arriva Poppy, il singolo di anticipazione. Un modo per “entrare in sintonia con il paesaggio in cui viviamo, osservare l’alternarsi di alba e tramonto tra terra e cielo, per amplificare questo sentimento attraverso la musica”. La chitarra di Andrea tesse trame ipnotiche e dilatate che evocano distese desolate, sostenuta dal groove profondo e incalzante del basso di Alessandro e dalla batteria essenziale di Ermes. A completare il viaggio, il videoclip curato dal videomaker e musicista Claudio Colaianni: un gioco di estetiche visive sature che sposa alla perfezione il mood lisergico e da road movie del brano.
Poppy, un brano sospeso tra desert rock, psichedelia e suggestioni western: chitarre, percussioni e rumori di fondo creano un’atmosfera ipnotica e cinematografica. In pieno stile Herba Mate.










