The Queen Is Dead Volume 245- Mistigo Vargotth Darkestra, Le Sarcerdotesse dell’Isola del Piacere, Prîa – recensione

The Queen Is Dead: black metal ambient dei Mistigo Vargotth Darkestra, rock alternativo de Le Sacerdotesse Dell'Isola Del Piacere e doom ligure dei Prîa.
The Queen Is Dead Vol. 245: Mistigo Vargotth Darkestra, Le Sacerdotesse Dell'Isola Del Piacere, Prîa

Tre dischi lontani anni luce uno dall’altro, dal black metal ambient e psichedelico, passando per il miglior rock alternativo in stile anni novanta per concludere con un meraviglioso doom metal che arriva dagli antichi liguri. 

 

MISTIGO VARGOTTH DARKESTRA

I Mistigo Varggoth Darkestra dalla martoriata Kharkiv tornano a colpire duro dopo ben ventotto anni di assenza discografica, emergendo dalle nebbie e dalle macerie dell’Ucraina con un nuovo, ambizioso lavoro intitolato “Shattered Gates of Apocalypse” su Oriana Music. Quando parliamo di metal estremo proveniente da certe latitudini, sappiamo benissimo che non si tratta quasi mai di un semplice esercizio di stile o di posa estetica, ma di un urlo di dolore, di magia nera e di vera, cruda sopravvivenza, e questo disco ne è la dimostrazione lampante.

Black metal, dark ambient, dungeon, psichedelia e tantissimo altro.

Ciò che colpisce fin dal primo ascolto, ancor prima che la musica finisca di risuonare nelle orecchie, è la genesi di questo lavoro: come si legge nei credits, le tracce sono stati forgiate nell’arco di ben quattordici anni, dal 2011 al 2025. Non è un disco scritto e registrato in fretta per cavalcare l’onda di una trend, ma il frutto di una visione artistica lenta, meditativa e inesorabile, sviluppata sotto i “raggi apocalittici dell’Universo”. Il risultato è un viaggio sonoro che rifiuta categoricamente di adagiarsi nella zona di comfort del classico black metal, spingendosi oltre, in territori oscuri che sfiorano il dark ambient, il drone e la musica industriale.

Le dieci tracce che compongono l’album sono altrettanti capitoli di un grimorio sonoro. Il suono è freddo, tagliente, ma al contempo avvolgente. Non ci sono blast beat sparati a caso per fare casino fine a se stesso: ogni nota, ogni synth, ogni feedback è posizionato con una cura maniacale per creare un’atmosfera opprimente e totale.

La produzione riesce a bilanciare perfettamente la ruvidezza tipica del vero underground con una profondità di campo quasi cinematografica. Il packaging visivo, curato da A. Brailovsky (cover art e logo) e da Sir Gorgoroth (layout), completa un pacchetto di altissimo livello, perfetto per chi cerca nel metal estremo non solo rumore, ma un’esperienza immersiva e disturbante.

“Shattered Gates of Apocalypse” è un disco maturo, che va ben oltre i generi e i cliché, cera ricerca sonora rituale e multi dimensionale , pianeti lontani persi in una freddissima oscurità. Un lavoro che certifica quanto la scena ucraina sia ancora una fucina inarrestabile di talento, capace di sfornare piccoli capolavori di puro orrore sonoro senza scendere a compromessi.

Lasciatevi avvolgere dalle tenebre, alzate il volume e preparatevi al rito.

Mistigo Varggoth Darkestra – Shattered Gates of Apocalypse-Streaming-

Mistigo Varggoth Darkestra – Shattered Gates of Apocalypse- Tracklist

  1. Shattered Gates of Apocalypse
  2. Hybrid Life Syndrome
  3. Into the Great Void
  4. Hollow Solitude
  5. Universal Whiplash Doctrine
  6. No Peace Remains
  7. Blind Stargazer
  8. Distant Explosions of Hope
  9. Fanged Skies
  10. Candles

 

LE SACERDOTESSE DELL’ISOLA DEL PIACERE

Le Sacerdotesse dell’Isola del Piacere sono tre piacentini, Fabrizio Lusitani alla voce e chitarra, Federico Pagani al basso, Enrico Scrivani alla batteria, che suonano da più di quindici anni, e questo “Ipersensibilità” su Vina Records e Cloudhead Records è la quinta fatica, arrivata dopo una pausa rigeneratrice. Il nuovo disco l’hanno registrato in presa diretta, in uno sola giornata, nella primavera del 2026, a Piacenza, nello studio di amici con cui condividono una vita musicale.

Alcuni pezzi li hanno buttati giù dopo pochissime prove, molte parti sono improvvisazione pura e questo regala un’atmosfera speciale a questo disco, che è un’opera a sé stante rispetto a quello che gira attualmente. Le coordinate musicali sono il rock alternativo dai novanta e il pop, con lo sguardo puntato sulla musica italiana e sulla scrittura. Lento e veloce, piano e forte, pieno e vuoto, chiaro e confuso, questo disco gioca sui contrasti e trova sempre un modo per incuriosire e piacere.

Sette brani più uno: “Amore e Ginnastica”, “Colibrì”, “Chimica Onda di Sale”, “Animali Notturni”, “Via Emilia Ovest, Via Emilia Est”, “Legno”, “Lavorare Stanca”. Un disco molto interessante che prende le mosse dagli anni novanta, riuscendo nella non facile impresa di rendere attuale e molto piacevole un suono in maniera originale e sempre interessante.

LE SACERDOTESSE DELL’ISOLA DEL PIACERE -IPERSENSIBILITA’- STREAMING

LE SACERDOTESSE DELL’ISOLA DEL PIACERE -IPERSENSIBILITA’- TRACKLIST

  1. Amore e Ginnastica
  2. Colibrì
  3. Chimica Onda di Sale
  4. Animali Notturni
  5. Via Emilia Ovest, Via Emilia Est
  6. Legno
  7. Lavorare Stanca

 

Prîa

“Ligurian folk tales” è l’esordio discografico uscito a fine 2025 dei liguri d’occidente Prîa, un misterioso gruppo che fa un doom metal eccezionale, con forti risvolti heavy e moltissimi riferimenti alla cultura degli antichi liguri e alla natura di questa particolare regione. La musica dei Prîa è un doom metal fatto benissimo, giri lenti di chitarra e una ritmica che non smette mai di girare, una concezione classica ed ortodossa del genere, con melodie davvero belle e un grande risultato d’insieme.

A partire dalla copertina, con degli esseri umani che potrebbero essere sia uomini che donne che ballano in un prato attorno ad un dolmen, i Prîa ci portano dentro il mondo degli antichi liguri, una popolazione antichissima e dalla storia che ci è in gran parte sconosciuta, ma che riserva molte sorprese. Il suono dei Prîa ci riporta indietro nel tempo, ed è la colonna sonora perfetta per sentire le stesse sensazioni di chi considerava il Monte Beigua come sacro.

Il lento ma espressivo incedere del suono dei Prîa è come un mantra che ci allontana dalla nostra civiltà per riportarci là da dove veniamo, dove le divisioni fra dimensioni differenti sono labili e si può toccare con mano le forze progenitrici della natura. Il viaggio si comincia con “Ghosts” una bellissima suite di più di otto minuti dove le melodie distorte del gruppo ci portano vicino a chi non c’è più ma continua a starci vicino, nel bene e nel male.

Si continua con “The return of Barabbin”, dove si tratta do Barabbin, una figura tipica del folclore ligure, antichissima arrivata fino ai giorni nostri in una maniera molto diversa. La terza traccia è “Stones” e qui si entra nel patrimonio delle pietre liguri, tantissimi dolmen e menhir e tanto altro, l’eredità dei nostri lontani avi che vivevano e credevano diversamente da noi. Chiude il disco “Midnight in the marsh of the nymphs” un pezzo meraviglioso, carico di pathos e con melodie incredibili che racchiude in quasi sei minuti cosa siano i Prîa.

Esordio pienamente riuscito per un gruppo che ha un’immaginario incredibile e un suono doom ancora più incredibile, anche per la capacità di fare cose originali e mai scontate.

Per chi ama il doom e la Liguria questo è un qualcosa da avere assolutamente.

Prîa -Ligurian folk tales- STREAMING

Prîa -Ligurian folk tales- TRACKLIST

  1. Ghosts (08.24)
  2. The return of the Barabbin (06.03)
  3. Stones (04.44)
  4. Midnight in the marsh of the nymphs (05.47)

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