The Queen Is Dead Volume 244 – Sarvaega, Krallice, Sex Magick Wizards – recensione

Sarvaega, doom e gothic genovese su Black Widow, e Krallice, black metal progressivo con Scour Order. Nella rubrica anche i Sex Magick Wizards e il joik.
The Queen Is Dead Vol. 244: Sarvaega, Krallice

Tre dimensioni musicali oscure e sciamaniche, suoni e spazi liminali differenti ma universali, fra doom, black metal e fusion sámi.

 

SARVAEGA

“Postumo” su Black Widow Records è il disco d’esordio dei Sarvaega ( che significa selvatica in genovese ma con una sfumatura che in italiano è difficile da rendere), gruppo genovese nato da una vecchia idea di Julia, ex cantante e bassista di Julia And The Roofers, gruppo con il quale collaborò Peso dei Necrodeath, e sempre Pier Gonnella dei Necrodeath produce quello bellissimo debutto. Ultimamente ci sono davvero pochi dischi che hanno colpito come questo per potenza, classe, tenebrosità e groove.

“Postumo” è un disco costruito, suonato e prodotto benissimo, un gioiellino di tecnica, passione e capacità di creare meravigliose melodie tenebrose, un gotico genovese che arriva da lontano, un continuo rimando alle luci e alla tenebre che vivono e lottano in questa città mai facilmente comprensibile. Il talento di Julia è qualcosa di veramente sarvaego, selvatico, un giano bifronte che guarda sia al bene che al male, lei con la sua voce può creare davvero di tutto, e in questo lavoro c’è di tutto, dal doom al gothic, dall’hard rock più elegante, ad un blues fatto di tenebre e polvere.

Tutte le canzoni sono particolari e il disco, pur non essendo un concept album, ha una sua certa organicità da tenere assolutamente in conto. Sarvaega aka Julia è voce e basso con gli ottimi Damiano Logozzo alla chitarra solista e Zazza alle percussioni. Questo lavoro è un favoloso bouquet di sapori anni 70 e 80 doom e gotici, hard rock e bellezza musica dell’arte oscura, un progetto che è già ottimo ma che ha potenzialità immense, ascoltate “Corpo” per farvi un’idea.

Un lavoro che è sicuramente uno dei più forti candidati a disco dell’anno, ma soprattutto un disco da ascoltare tantissimo, non stanca mai, anzi.

SARVAEGA -POSTUMO- STREAMING

SARVAEGA -POSTUMO- TRACKLIST

  1. Come to the end
  2. The rope
  3. Summer (seems so easy)
  4. Pain
  5. Bones
  6. Down in the net
  7. Love will shed a tear
  8. Black Sabbath
  9. + (Corpo)

 

KRALLICE

“Scour Order” è il nuovo album dei newyorchesi Krallice, in uscita il 18 settembre su Profound Lore Records, l’etichetta dei loro primi tre dischi. È il sedicesimo lavoro in studio della band newyorchese, nato da una commissione del Roadburn Festival di Tilburg e presentato dal vivo al Roadburn 2026 prima di approdare in studio. Una nascita su commissione, ma nessuno si aspetti un compitino, anzi.

Il gruppo torna alla formazione classica, con Colin Marston e Mick Barr alle chitarre e Nicholas McMaster al basso, mentre le voci di Marston restano nel mix. Alla batteria c’è sempre Lev Weinstein. Il suono è quello di sempre: black metal progressivo, sghembo e tecnico, fatto di riff che si intrecciano e si rincorrono fino a creare un muro di chitarre senza un attimo di respiro. Sembra un ritorno alle origini, ma con la maturità di chi ha alle spalle quasi vent’anni di carriera.

Gli otto brani, da “Agonal Shining” alla title track, non cercano la strada facile. Il singolo “Living Useless Ritual” dura circa sei minuti, poco per gli standard di una band abituata a composizioni lunghe e complesse, ma la densità resta quella dei Krallice. Il disco chiede pazienza e più ascolti, come tutta la loro discografia, e ripaga con aperture melodiche improvvise che emergono dal caos come squarci di luce in un cielo plumbeo. I Krallice, come hanno giustamente capito quelli del Roadburn, sono in pratica gli unici che potevano fare un disco black metal come fosse una sinfonia di musica classica, con una scrittura tanto emozionante quanto di alto livello, una ricerca ossessiva di una tessitura musicale unica, un qualcosa di progressivo che va bene oltre i generi.

La musica estrema con “Scour order” tocca uno dei suoi punti più alti, una vetta innevata dove i venti sono molto impetuosi e cambiano sempre il paesaggio, un’opera meravigliosa.

Chi ama l’avanguardia e la tecnica messa al servizio dell’emozione troverà un disco ostico, ma ricco e affascinante. I Krallice, dopo sedici album, continuano a muoversi in un territorio tutto loro. E in autunno arriveranno anche in Europa per il loro primo tour continentale, dall’8 ottobre al 7 novembre.

KRALLICE – SCOUR ORDER- STREAMING

KRALLICE – SCOUR ORDER- TRACKLIST

    1. Agonal Shining
    2. Grievous Corrector
    3. Kill The Guardian
    4. Unceasing Path
    5. Living Useless Ritual
    6. Indecipherable Divinities
    7. Her Green Arms
    8. Scour Order

Sex Magick Wizards – Suola ja Noaidi

“Suola ja Noaidi” (Il ladro e lo sciamano) è il doppio album dei Sex Magick Wizards, quartetto norvegese-sámi che mescola rock psichedelico, improvvisazione libera e joik. Esce il 4 settembre su Is it Jazz? Records, in vinile, CD e digitale. Il gruppo si è formato nel 2017 e ha passato gli ultimi anni in tour tra le scene underground e sperimentali d’Europa, con tre ottimi album alle spalle.

Il disco prende le mosse da un antico testo di joik nordsámi che dà il titolo all’opera. Tocca temi come la colonizzazione, la religione usata come arma e la resilienza del popolo sámi. Non è un tema semplice, e la band non lo affronta con leggerezza: la ricerca sonora e quella culturale vanno insieme.

Il suono resta quello del gruppo, fatto di chitarre psichedeliche e spinte free jazz che si muovono in territori ipnotici e rituali. Stavolta c’è però più spazio per le voci, con frammenti dell’originale in sámi settentrionale e nuovi testi in inglese e sámi. Ne esce un linguaggio sonoro raro nel rock sperimentale, dove il joik non è una citazione folklorica ma entra nel tessuto delle composizioni ed è forte il gusto anni settanta del progressive e dell’avanguardia musicale. Nel disco c’è anche una nuova interpretazione di un antico joik del chitarrista, cantante Viktor Bomstad.

Il doppio album richiede tempo e attenzione. Chi cerca strutture lineari o canzoni immediate potrebbe perdersi, mentre chi ama farsi trascinare dalla musica troverà un’esperienza intensa, a tratti spiazzante, che sembra la colonna sonora di un rito più che un semplice disco. Non è un caso che i Sex Magick Wizards siano noti dal vivo per concerti intensi e imprevedibili.

In un’epoca in cui tante uscite sembrano fotocopie, un lavoro così ambizioso, radicato in una cultura e allo stesso tempo libero di sperimentare, merita attenzione. Per chi ama la musica che non ha paura di rischiare, è un ascolto da fare. La copertina di Henrik Sørlid è costruita su collage dell’artista sámi Ingunn Utsi. I testi originali sono tradotti in sámi settentrionale da Risten Sofie West.

SEX MAGICK WIZARDS – SUOLA JA NOAIDI – TRACKLIST

– STREAMING

SEX MAGICK WIZARDS – SUOLA JA NOAIDI – TRACKLIST

01. Without My Wings
02. Transform
03. These are Spirits
04. Suola Ja Noaidi
05. Ipmilan
06. Mouth of a thousand flames
07. Ledjen go mun goassege dás?
08. Murjjiid geđggiid rásiid
09. To Sing These Spirits Once Again
10. I’d rather break
11. I leave, I return
12. Old Unbaptized Realm

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