Recensione : Robot God Course of the driven

Robot God Course of the driven: aussie Stoner Rock da Sydney. Esplorazione psichedelica e jam session ritmate verso territori più oscuri e ampi.

Aussie Stoner Rock da Sydney. Esplorazione psichedelica e jam session ritmate verso territori più oscuri e ampi.

La band Robot God è composta da:
Matt Allen – Bass,Vocals & Synth
Raff Iacurto – Guitar, Vocals & Synth
Tim Pritchard – Drums & Synth

Pesi massimi della scena psichedelica di Sydney, tornano nel 2026 con il loro secondo album dell’anno, “Curse of the Driven”, un disco che spinge la loro caratteristica miscela di riff pesanti, esplorazione psichedelica e jam session ritmate verso territori più oscuri e ampi.

Dopo l’uscita di “Onto the Afterlife” all’inizio di quest’anno, i Robot God non hanno perso tempo e hanno voltato pagina. “Curse of the Driven” rappresenta il capitolo successivo di un anno che ha già visto la band intensificare la propria produzione, la propria visibilità e la propria portata internazionale.

Per chi non li avesse mai sentiti, siamo in pieno territorio stoner rock, con riff granitici e atmosfere spaziali, inframezzate da stacchi stranianti, giocando con la metrica musicale, esplorando temi come la mortalità, la trasformazione e l’ignoto.
Pur avendo registrato al “The Grove Studios” situato a nord di Sydney, in una zona fiorente di vegetazione, non è difficile immaginare i nostri mentre scaricano i loro strumenti in mezzo al deserto (magari all’alba mentre, all’orizzonte, Uluru diventa di mille tinte cangianti, dal marrone scuro all’arancione acceso) per cominciare una jam in pieno stile Psychedelic Stoner.

Piuttosto che limitarsi a ripetere quanto già fatto, Curse of the Driven si presenta come una naturale evoluzione della visione originale del gruppo, con tre musicisti che uniscono i propri stili individuali, lasciando spazio all’evoluzione dei brani pur mantenendo riff e groove saldamente al centro. Dalle prime note alla jam finale, questo è Robot God al massimo della forma: trasformare volume, fuzz e ritmo in un viaggio che vale la pena intraprendere.

L’11 Settembre è stato pubblicato il terzo singolo del full lenght. Dopo la title track “Course of the driven” e “Lucid reality”, “Drifting into Overdrive” offre agli ascoltatori un primo assaggio di ciò che li attende. Questi brani mostrano una band che non ha perso di vista il riff, ma che si sente altrettanto a suo agio nel lasciare che le canzoni respirino, si scatenino e prendano svolte inaspettate.

Robot God Course of the driven

Prolifici fin dal 2020 proseguono la loro corsa nell’esplorazione sonora del genere. Da notare che a tutti i musicisti viene accreditato l’uso di synth che non si limitano ad effetti pompati sugli strumenti ma vere e proprie trame di sintetizzatore emergenti da un mix estremamente ricco e che dà quel pizzico di pepe in più alla ricetta sonora.

Reduci dal recente tour in Giappone, i Robot God meritano un riconoscimento globale, pur praticando quel genere di nicchia che tutti gli appassionati conoscono.

Per chi è appassionato di Psych Stoner Rock, ma anche per chi ha voglia di esplorare altri lidi sonori.

Robot God Course of the driven Discografia

2026 Curse Of The Driven

Robot God Course of the driven Tracklist:

A1 Curse Of The Driven – 6:47
A2 Home Sweet Home – 8:07
A3 Voyage Of The Whalers – 7:02
B1 Lucid Reality – 5:20
B2 Oceans Of Fire – 11:21
B3 Drifting Into Overdrive – 05:37

2026 Onto The Afterlife
2024 Subconscious Awakening
2024 Portal Within
2022 World Collide
2022 Valleys of Primordia (Split with The Freeks)
2020 Silver Buddha Dreaming

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