Recensione : Davide Ghidoni Resonance – Emergence of shadow

Davide Ghidoni Resonance: un immaginario sonoro che pesca a piene mani dagli anni Settanta, soul, rock, blues, senza però l'ossessione filologica della citazione fine a sé stessa.

Un immaginario sonoro che pesca a piene mani dagli anni Settanta, soul, rock, blues, senza però l’ossessione filologica della citazione fine a sé stessa.

C’è una tromba che duella nel deserto, in un cortile assolato, mentre la macchina da presa stringe su un volto sudato. Chi è cresciuto con certi western sa che il suono di quello strumento, nelle mani di Ennio Morricone, non era solo musica: era narrazione, tensione, destino. Davide Ghidoni quella lezione l’ha fatta sua da bambino, intorno ai dieci anni, e la ritroviamo ancora intatta in “Emergence of Shadow”, il suo disco più personale, su Mint Condition Records con distribuzione Self.

Piacentino, trombettista di lungo corso con una carriera che lo ha portato al fianco di alcuni tra i nomi più noti della musica leggera italiana, da Mina a Ligabue, solo per dirne un paio,  Ghidoni firma per Mint Condition Records, distribuzione autonoma, un lavoro prodotto da Gianluca Pighi: fuori in digitale l’11 settembre, in vinile dal 18. Dodici brani per lo più strumentali, in cui la tromba fa da voce narrante, un racconto per immagini affidato al fiato più che alle parole. L’unica eccezione è “Come On Closer”, dove a cantare c’è Heidi Vogel, voce nota a chi seguei  The Cinematic Orchestra: un momento sospeso, quasi in levare rispetto al resto del disco, che funziona proprio perché arriva isolato, come una porta che si apre un attimo e poi si richiude.

Il resto è un immaginario sonoro che pesca a piene mani dagli anni Settanta, soul, rock, blues, senza però l’ossessione filologica della citazione fine a sé stessa. Ghidoni non ricostruisce pedissequamente sonorità di un’altra epoca: le usa come materiale, come punto di partenza per arrangiamenti curati, sostenuti da una sezione ritmica solida che lascia sempre respiro all’espressività della tromba, mai invadente, mai fine a se stessa.

Chi conosce il percorso dell’artista sa che qui non c’è nulla di improvvisato: si sente il mestiere, si sente la capacità di stare al servizio della musica anche quando la musica è lui stesso a scriverla. E si sente soprattutto la voglia, dopo tante collaborazioni altrui, di dire finalmente qualcosa di proprio, con calma, senza fretta di stupire a ogni costo.

Ci sono momenti più diretti, dal groove marcato e quasi cinematico, e momenti più fluidi e atmosferici, dove le strutture si allentano e a guidare l’ascolto sono le dinamiche più che gli schemi: è probabilmente qui che “Emergence of Shadow” dà il meglio di sé, in quella zona d’ombra, per restare nel titolo, dove la tromba smette di raccontare una storia precisa e comincia a evocarne mille, lasciando all’ascoltatore il compito di completarle.

Non è un disco che cerca la sorpresa a ogni costo, è un lavoro onesto, suonato benissimo, che non tradisce mai il proprio linguaggio pur restando aperto a contaminazioni diverse. Per chi ama la tromba come voce narrante, da Morricone in giù, passando per tutta la tradizione soul-jazz più cinematica, “Emergence of Shadow” è un ascolto che vale la pena affrontare con calma, magari a luci basse. Un’oasi sonora di bellezza e di ritmo, una fuga verso lidi eleganti, verso una concezione della musica che viene dal passato ma è attualizzata dalla bravura di Ghidoni, per un risultato davvero eccezionale, tutto da sentire e da gustare.

Davide Ghidoni Resonance -Emergence of shadow- STREAMING-

Davide Ghidoni Resonance -Emergence of shadow- TRACKLIST

  1. Emergence of shadow

  2. Come on closer

  3. Walking with you

  4. Light thunderstorm

  5. Second guess

  6. The Reckoning

  7. Ecco Chase 74

  8. Perplexed

  9. The match

  10. Easy Race

  11. Dunkelwolke

  12. Sand dreams soul

 

 

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