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Recensione : Cryostasium – Starbound

Siamo al cospetto di un’opera non deprecabile e nemmeno priva di spunti interessanti, ma caratterizzata dalla poca attrattiva, anche nei confronti dei più aperti alla fruizione di soluzioni sperimentali.

Cryostasium - Starbound - metal

Cryostasium è il progetto solista di Cody Mallet, musicista di Boston decisamente prolifico.

Infatti, in poco meno di una quindicina d’anni di attività con questo monicker, Mallet ha assommato più di trenta uscite tra full length, split album ed ep, il che come sempre in questi casi lascia qualche dubbio sull’effettiva incisività di ciascuna di esse, stante il grande rischio di dispersione di idee.
Diciamo subito che il genere proposto dai Cryostasium è un black sperimentale, ritualistico e fortemente dissonante, il che non sarebbe affatto male se non fosse che lo schema compositivo è sempre piuttosto simile, con l’eccezione dell’incremento ritmico presente in The Eye.
Starbound è un ep indubbiamente coraggioso e anticonvenzionale ma è anche piuttosto difficile da digerire, perché diversamente dal canonico black ambient, la presenza di una base ritmica unita al tipico ronzio in sottofondo e di un vocalizzo lamentoso, riempie ben più del sopportabile i canali uditivi dell’ascoltatore.
In definitiva, siamo al cospetto di un’opera non deprecabile e nemmeno priva di spunti interessanti, ma caratterizzata dalla poca attrattiva, anche nei confronti dei più aperti alla fruizione di soluzioni sperimentali.

Tracklist:
01. Starbound
02. Magnetic
03. Melancholera
04. The Eye
05. Adventurine

Line-up:
Cody Maillet – everything

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