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Recensione : Etherna – Forgotten Beholder

Tornano gli Etherna con il bellissimo, secondo album, “Forgotten Beholder”.

Etherna  -  Forgotten Beholder  - Recensioni Metal

Immaginatevi se la morte, invece di essere vista come nell’immaginario collettivo (la classica mietitrice), fosse invece una stupenda ragazza che prendendovi per mano vi portasse in viaggio in un’altra dimensione, così come viene raccontato nel fumetto Sandman.

E’ questo viaggio che viene descritto nel secondo, bellissimo album degli Etherna, la band dei fratelli Lucatti.
La band nasce intorno al 2006 e, dopo un buon debutto omonimo sotto Underground Symphony, problemi di line-up ed altri impegni (Alessio Lucatti con i Vision Divine), vede un periodo di stallo finchè non viene ricomposta la dimissionaria sezione ritmica con l’ex Vision Divine e Athena Matteo Amoroso alla batteria e Marco Serani al basso e trovando il nuovo protagonista dietro al microfono in Andrea Racco.
Il nuovo album uscito per Valery Records (che, in fatto di qualità se ne intende) è un disco intenso, drammatico e metallico quanto basta per piacere sia agli amanti della tecnica del prog metal sia a chi vuole sentire “urlare” gli strumenti, suonati da musicisti preparati.
La materia trattata in questo concept, la morte appunto, porta gli Etherna a mantenere il songwriting ad un livello di tensione altissimo e, aiutati da una produzione perfetta, riescono a mantenere l’attenzione dell’ascoltatore per tutta la durata dell’album.
The Sound of Loneliness è l’intro che ci accompagna al vero pezzo di apertura, quella Thoughts che presenta da subito le caratteristiche salienti di questo lavoro: grinta da vendere, sezione ritmica precisa e potente, solos melodici di ottima fattura, le keys di Alessio Lucatti che legano il senza disdegnare di lanciarsi in fughe dal sapore prog strabilianti, e la voce di Racco che, come ormai nella tradizione power/prog degli ultimi tempi, racconta con la giusta cattiveria e graffiante potenza le avventure del protagonista accompagnato dalla bellissima “morte”.
I brani, tutti nella media lunghezza, scivolano via senza intoppi e fino alla ballad A Dream in Infinite Space, è un vero spettacolo metallico, con Lady of the Bridge e la title-track.
Da Kill Me Now, la band torna a picchiare da par suo, lasciando che a metà del brano l’anima prog prenda il sopravvento, con chitarra e tastiere che si scambiano le redini in un alternarsi avvincente.
Ancora Revelations e la ultra heavy Death, prima che la seconda ed emozionante ballad Night Flight ci consegni una grande prova del vocalist, ed i Symphony X escano prepotentemente dai solchi di Return from the Unknown Dimension, grandissimo pezzo nel quale gli Etherna sfoggiano una prestazione sulle coordinate della band americana in “Paradise Lost”.
Grande power/prog anche in It’s not a Goodbye e A Colour in the Rainbow, prima che Three of Cups concluda questo ottimo, ennesimo album che conferma il talento delle band nostrane: andando avanti di questo passo stilare il classico “best of” dell’anno in corso non si rivelerà impresa semplice … per sovrabbondanza di scelte.

Tracklist:
1. The Sound of Loneliness
2. Thoughts
3. Lady of the Bridge
4. Forgotten Beholder
5. A Dream in Infinite Space
6. Kill Me Now
7. Revelations
8. Death
9. Night Flight
10. Return from the Unknown Dimension
11. It’s Not a Goodbye
12. A Colour in the Rainbow
13. Three of Cups

Line-up:
Marco Serani – Bass
Matteo Amoroso – Drums
Alessandro Lucatti – Guitars
Alessio Lucatti – Keyboards
Andrea Racco – Vocals

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