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Recensione : Wonder Vincent – Fiori

Fiori non è il solito album di stoner alla moda, ma un'opera completa in cui vivono in perfetta armonia più anime di quelle che compongono il rock contemporaneo

Wonder Vincent  -  Fiori - Recensioni Rock

La scena Hard rock/stoner nazionale produce ottime bands e album notevoli già da un po di anni, ma sicuramente nell’ultimo periodo sta letteralmente folgorando il pianeta underground con lavori eccellenti.

I Wonder Vincent si accodano a questa invasione lisergica con il secondo lavoro sulla lunga distanza, questo bellissimo e maturo Fiori, successore di un ep e del primo lavoro, uscito un paio di anni fa; The Amazing Story Of Roller Kostner.
Il gruppo umbro, oltremodo si differenzia dai suoi “fumosi” colleghi per un’approccio meno diretto allo stoner americano degli anni novanta, la loro musica sa tanto di States, ma preferisce guardare al southern ed al blues acido, così come ad accenni noise, atmosfere acustiche che tanto sanno di country e roots, miscelando il tutto con una psychedelia che richiama gli anni a cavallo tra i sessanta ed i settanta(ultimi e lisergici Beatles).
Ne nasce un lavoro vario ed a suo modo originale, a tratti cantautorale, sconvolto da scarni suoni noise alla Sonic Youth, melodie flower power, ed affascinanti ed emozionali passi fra i deserti abbrustoliti dal sole, così come tra le colline della loro splendida terra.
Come in un prato colorato da mille sfumature, l’ascoltatore raccoglie ogni “fiore” di questa distesa di suoni rock, attraversando decenni di musica del diavolo, accompagnato da questa lunga Jam che spiazza, così pregna di suoni in apparenza lontani tra loro ma sapientemente fatti convivere nello spartito dell’album, da un gruppo di musicisti straordinari.
Andrea Tocci, splendido interprete al microfono, sanguigno e carismatico quanto basta per assecondare gli umori del sound di Fiori, Luca Luciani chitarrista che fa parlare la sua sei corde e ci racconta di atmosfere roots ed energiche sfuriate elettriche e Andrea Spigarelli alle pelli compongono il trio protagonista di questo bellissimo lavoro, che passa con disinvoltura tra il rock acustico di Blow, Fine e Old Jade, a fiammate di Stoner Rock dinamitardo e reso adrenalinico da elettricità noise come Post to Me, ha richiami al rock psychedelico con Doombo, il tutto racchiuso in una spettacolare jam di cinquantadue minuti di musica che abbatte barriere, cancella confini ed affronta un’orizzonte sconfinato.
Fiori non è il solito album di stoner alla moda, ma un’opera completa in cui vivono in perfetta armonia, più anime di quelle che compongono il rock contemporaneo…bellissimo lavoro da avere assolutamente.

Tracklist:
1-Io no italian head
2-Swag
3-Post to me
4-Fine
5-Ebony
6-Please
7-Blow
8-Gelsomino
9-Trampoline man
10-Spoon rest
11-Old Jade
12-Doombo
13-Hiawatha

Line-up:
Andrea Tocci-Vocals
Luca Luciani-Guitras
Andrea Spigarelli-Drums

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