INTERVISTA ALL’ARTISTA MURALISTA E ILLUSTRATORE FUOCOFATUO.
Ciao FuocoFatuo benvenuto su In Your Eyes. Inizierei questa intervista chiedendoti l’origine del tuo pseudonimo “FuocoFatuo”
Il nome d’ arte che ho scelto, FuocoFatuo, origina da una mia personale considerazione e consapevolezza sulla vita e sul nostro “apparire” in essa, come sua fugace manifestazione: come dei fuochi fatui, siamo manifestazione di un’ energia senza tempo e spazio, che si espande infinitamente.
Il riferimento ai fuochi fatui, che si manifestano spontaneamente nei pressi delle tombe , nei cimiteri, ha a che vedere con questo aspetto, ma anche con l’ assoluto mistero che il vivere e il morire rappresentano: per me espressioni di un’ unica realtà, che nonostante la sua apparente “aura inquietante”, è invece espressione di una infinita positiva energia assolutamente benevola e amorevole .
Ti ho conosciuto al Rifugio Pratorotondo del Parco del Beigua (SV), durante la realizzazione del tuo murales. In quell’occasione ti sei definito nomade. Quale significato ha per te questa parola?
L’auto definirmi nomade, corrisponde al tipo di vita che ho scelto di condurre il questi ultimi anni, facendo coincidere il mio desiderio di viaggiare e la mia vocazione d’ artista, che mi ha portato a realizzare murales in varie parti d’ Italia.
Torino è la citta da dove sei partito. Ci sono dei luoghi in questa citta a cui sei particolarmente affezionato? Dal punto di vista artistico/umano?
Non è facile rispondere a questa domanda: amo moltissimo Torino, e tutto il suo centro storico e la collina Torinese, soprattutto nei pressi dei Murazzi del Po e del monte dei Cappuccini, hanno per me un significato davvero molto importante, legato a momenti bellissimi passati in quei luoghi.
I luoghi che Torinesi che porto nel cuore sono davvero molti.
Partendo dalle primissime esperienze e ricordi d’ infanzia, posso dirti le sale del Palazzo Reale, che da bambino ho visitato molto con i suoi bellissimi giardini e il l Museo Egizio.
Venendo invece a luoghi scoperti in età più matura e che porto particolarmente nel cuore, ci sono il museo del cinema, all’ interno della Mole Antonelliana : un luogo assolutamente magico e di sogno per me, e la GAM .
Poi , anche se non è proprio a Torino, un posto a cui sono particolarmente affezionato è il museo d’ arte moderna di Rivoli
Tornando al Rifugio Pratorotondo, ci puoi dire come è nata la bellissima idea di un murales al rifugio?
Il rifugio ha creato un bando on line, dove cercava un artista muralista, per la realizzazione di un murales ispirato al tema dell’ ecosostenibilità.
Ho partecipato alla selezione inviando alcuni bozzetti, e uno tra questi è stato selezionato per diventare il murales da realizzare.
L’opera che hai realizzato a quale suono della natura circostante potrebbe essere associata?
Forse potrà apparirti una risposta banale, ma è la prima a venirmi in mente : l’ ululato notturno dei lupi, che qui è possibile ogni tanto avvertire in lontananza
C’è un luogo del Parco del Beigua che ti ha colpito particolarmente?
Finora non ho avuto moltissimo tempo disponibile per visitare abbastanza il parco, ma posso dirti che un luogo che mi ha colpito e trasmesso molto è il belvedere sul mare, da dove è possibile vedere ampiamente gran parte della costa Ligure, quando le condizioni climatiche lo permettono.
Da decenni il Parco del Beigua è a rischio devastazione per la presenza di titanio. Una spada di Damocle che perseguita questa terra e la sua gente legata a una vecchia concessione mineraria di sfruttamento. Conosci questa storia?
No, non conoscevo questo aspetto legato alla presenza del titanio
Come nasce un tuo murales? E quanto un luogo e le persone che ci vivono ti influenzano nello sviluppo di un idea
Solitamente un mio murales nasce dall’ incontro con una committenza, che mi propone un soggetto sul quale lavorare e che ho sempre sviluppato liberamente.
C’è qualche storia o aneddoto che vorresti raccontarci a riguardo?
Mah…potrei raccontarti di un murales che ho fatto un paio di anni fa in Romagna, in esterno , sulla parete di una casa, alto più di 6 metri.
Una rilettura della favola di Esopo: la volpe e il corvo.
Inizialmente doveva esserci la volpe che parlava, guardando in su verso il corvo, suonando un mandolino, quasi facendo una serenata….
Poi , l’ atmosfera Romagnola, mi spinse ad un’ interpretazione molto più legata a queste suggestioni, e la volpe suonò una tipica fisarmonica Romagnola, ispirata alle balere romagnole degli anni ‘ 50.
Quanto, secondo te, un murales può cambiare la percezione che le persone hanno di un luogo.
Credo che un Murales, come ogni espressione artistico/visiva, possono certamente avere un forte impatto emozionale ed estetico sulle persone che ne fruiscono.
Naturalmente la qualità pittorica , l’ originalità creativa, e il messaggio implicito che l’opera trasmette, hanno un ruolo predominante in tal senso.
Credo che, in generale, non sia così facile, oggi, risvegliare e attivare l’attenzione delle persone, anche con murales di grandi dimensioni e di forte impatto emozionale: siamo costantemente stimolati e attraversato d immagini, e informazioni, e spesso le persone, soprattutto nelle grandi città, in qualunque luogo si trovino, anche camminando per strada, hanno gli occhi incollati sugli schermi degli smartphone.
Quindi, se un murales riesce a catturare l’ attenzione dei passanti, lasciandogli qualcosa di significativo, a livello estetico ed emozionale, beh, è certamente un fatto straordinario, bellissimo.
Credo che, soprattutto nelle grandi città o comunque in contesti urbani, un murales ben riuscito, sotto vari punti di vista, possa certamente influire a livello percettivo nella coscienza dei passanti
Soprattutto offrendo un momento di ” sospensione del tempo” , di pausa contemplativa della bellezza : un momento in cui la ” corsa quotidiana” verso i propri impegni e obiettivi viene momentaneamente sospesa, e ci viene come suggerito : ” Guarda, potrebbe esserci anche altro da vedere e a cui pensare , anche solo per un istante….”
Sei attivo anche nell’arte di strada?
Certo non posso definirmi uno street artista in ” senso stretto”, per il significato che possiamo dare a questo tipo di espressione artistica.
Anche nelle tue illustrazioni, il tuo immaginario è onirico, a volte mitologico… poetico; ispirato dalla natura. Alcune tuoi lavori forse potrebbero essere scene per ipotetiche favole…
Si, è vero
Sono sempre stato molto affascinato dal potere trasfigurante e dal mistero presente nelle tradizioni di fiabe, favole e leggende popolari.
Credo che la fiaba, sia nata come insegnamento dei misteri primordiali della vita e della natura, innanzitutto tra gli adulti e poi come messaggio da preservare e trasmettere ai bambini.
Ho lavorato per alcuni anni come illustratore di libri per bambini, e certamente questa esperienza e amore per il libro illustrato mi è rimasto dentro.
Sfogliando le tue opere ho scoperto che molto tuoi lavori hanno illustrato raccolte di poesie, una copertina di un romanzo fantasy e una raccolta di sonetti di Shakespeare. Ci puoi dire qualcosa su questi progetti e altri eventuali
Sono tutti progetti nati da incontri con autori ed Editori.
Come illustratore di libri per adulti, ho illustrato soprattutto raccolte di poesie.
Questo è accaduto spontaneamente, forse perché spesso, le mie illustrazioni riescono a condensare insieme, in una sola immagine, vari significati e livelli di lettura, e questo aspetto credo si leghi bene all’ illustrazione di raccolte di poesie : mi riferisco soprattutto ai miei lavori in bianco e nero e comunque non destinati all’ infanzia.
Un progetto a me molto caro è quello che ho realizzato con l’ editore Lamberto Fabbri, di Faenza : illustrare una raccolta con 60 sonetti di Shakespeare.
Per me che ho una formazione da scenografo teatrale ed amo da sempre questo autore, è stato realizzare un sogno che avevo da diversi anni.
L’ edizione curata da Lamberto Fabbri è quella di un libro d’ arte, molto pregiato e curato in tutti i suoi aspetti e nella confezionatura finale
Davvero un’ esperienza impagabile per me .
Mi ha colpito molto il titolo della mostra “Inquietudine e Leggerezza” di cui hai realizzato anche un murales presso Officina Prunelli di Ravenna. Che ci puoi dire di questa mostra?
È una mostra che è stata promossa e curata dalla mia amica, l’ artista ceramista Paola Bandini, in collaborazione con il Comune di Fusignano ( RA) .
Una mostra incentrata sul conflitto che spesso alberga nel cuore degli esseri umani, tra il desiderio di leggerezza, inteso come possibilità di vivere l’ esperienza della vita in modo meno condizionato dagli eventi, meno ” legato” ad esse, e l’ inquietudine che questo desiderio spesso favorisce e comporta.
Ho realizzato un murales in bianco e nero con un bambino visto di spalle , sospeso a mezz’aria, che trascina dietro di sé un paio d’ ali, legate ad un filo rosso ( l’ unico elemento colorato) .
Hai contatti o collaborazioni con illustratori e muralisti del Savonese o in generale della Liguria?
Attualmente no
Hai un sogno o un progetto che vorresti realizzare?
Ne ho diversi
Uno fra questi è di realizzare un grande murales in un borgo fantasma : prima o poi capiterà.
Vuoi farci una playlist per una cassetta dedicata al periodo che hai trascorso a Pratorotondo?
Bob Dylan – Cross The Green Mountain
Johnny Cash – Heart Of Gold Will
Kylie Minogue & Nick Cave – Where The Wild Roses Grow
Talking Heads – This Must Be The Place
David Bowie – Heroes
E’ arrivato il momento di salutarci. Ti ringrazio a nome di tutta In Your Eyes.
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