iye-logo-light-1-250x250
Webzine dal 1999

Recensione : Source – Return To Nothing

L'album fa la sua figura e merita l'attenzione degli amanti del prog alternativo e moderno.

Source - Return To Nothing - metal

Nel mondo del progressive metal le sonoritร  moderne hanno preso il sopravvento su quelle classiche, almeno nelle preferenze degli ascoltatori e come in tutti i generi ad un periodo di moderato successo e popolaritร  le uscite del genere si moltiplicano cosรฌ come le nuove band.

I Source sono un terzetto statunitense proveniente dal Colorado, Return To Nothing รจ il loro debutto licenziato dalla Pavement Entertainment, un’opera lunga ed ambiziosa che, partendo da un concept legato alle esperienze di meditazione, filosofia e yoga ci consegna un’opera matura, elegante e moderna.
I brani, leggermente prolissi a dire il vero, mantengono comunque una buona scorrevolezza, tra metal moderno e prog concettuale, cambi di ritmo, frenesie elettriche ed atmosfere ariose viziate da chiari riferimenti a viaggi mentali e fughe meditative.
Il sound mantiene questa caratteristica per tutta la durata del disco che passa gli ottanta minuti, tanti per far vostra la musica del combo in pochi ascolti.
Infatti l’album va curato senza fretta, le armonie prog si alternano con l’alternative metal di matrice statunitense, i richiami alla musica orientale accentuano l’atmosfera concettuale che il disco emana, una terapia tooliana vera e principale influenza dei Source.
La band di Undertow e ร†nima รจ presente in dosi massicce nel songwriting della band, meno tragico e drammatico e piรน solare ma sempre specchiato nel gruppo di Maynard James Keenan.
In generale il livello qualitativo si mantiene su livelli alti, i Source non si dimenticano di essere una band metal e quando i brani lo richiedono ci vanno pesante, ma come d’incanto si torna a viaggiare su nuvole disegnate dalla mente che suo malgrado viaggia invitata dal gruppo statunitense ad esplorare gli angoli piรน reconditi del proprio mondo.
L’opener Forgiveness รจ probabilmente il brano piรน diretto di Return To Nothing, ma dalla successiva Memories Of Yesterdayย si comincia a fluttuare, accompagnati e presi per mano dalle varie The Essence, Return To Nothingย e il piccolo gioiello tooliano The Serpent, picco piรน alto e brano piรน duro e metallico del disco.
Nel genere l’album fa la sua figura e merita l’attenzione degli amanti del prog alternativo e moderno, a cui va il consiglio di pazientare e lasciare che la musica creata dai Source arrivi piano a toccare le giuste corde, poi non vi lascerร  piรน.

TRACKLIST
01. Forgiveness
02. Memories of Yesterday
03. The Essence
04. The Word Source
05. Return to Nothing
06. Complaisance
07. Consumed
08. The Serpent
09. Quadrant
10. Veil of Doubt (CD Bonus Track)

LINE-UP
Ben Gleason- Vocals, Guitar
Georges Octobous- Drums
Dan Crisafulli- Bass

http://www.facebook.com/listentosource/videos/10153789684960617/

CANALE TELEGRAM

RIMANI IN CONTATTO

GRUPPO WHATSUP

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

Hardline - Life - rock

Hardline – Life

La cover di Who Wants To Live Forever dei Queen come perla incastonata tra la dozzina di tracce che compongono l’album, valorizza, se ce ne fosse bisogno il gran lavoro degli Hardline a conferma dell’ottimo stato di forma dell’hard rock melodico.

Carnal Tomb - Abhorrent Veneration - death

Carnal Tomb – Abhorrent Veneration

I Carnal Tomb danno un seguito all’altezza del buon esordio di tre anni fa e come allora noi di Metaleyes ve ne consigliamo l’ascolto, sempre che i vostri gusti in fatto di death metal siano rivolti alla frangia tradizionale del genere.

First Signal - Line Of Fire - rock

First Signal – Line Of Fire

Line Of Fire รจ una raccolta di canzoni dove rocciose parti hard rock, si alleano con linee melodiche di rara bellezza, raffinate ed eleganti, sapientemente ruvide ma, allo stesso tempo ruffiane tanto basta per spaccare cuori tra i rockers dai gusti melodici.

Deepshade - Soul Divider - rock

Deepshade – Soul Divider

I Deepshade esibiscono un sound personale, riescono nella non facile impresa di risultare a loro modo originali, pur lasciando che all’ascolto dell’album le loro ispirazioni facciano capolino dalle pareti del tunnel dai mille colori in cui si entra appena si preme il tasto play.