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Recensione : Skepticism – Stormcrowfleet

Una simile pietra miliare deve essere venerata come le compete da chi l’ha conosciuta in passato, mentre chi volesse approcciarsi con il genere potrebbe cominciare proprio da questo, che è il punto più vicino a quello da cui tutto è iniziato.

Skepticism - Stormcrowfleet - metal

Parlare della ristampa di Stormcrowfleet è necessario non tanto per raccontarne contenuti che ogni appassionato di funeral doom che si rispetti conoscerà alla perfezione, quanto per rimarcare come questo album segni in maniera indelebile la storia del genere in quanto, pur essendo arrivato poco dopo Stream from the Heavens dei Thergothon, mostra le linee guida essenziali della variabile più melodica ed atmosferica del genere grazie all’uso di un organo che resta inimitabile, nonostante svariati tentativi di riproporre tali sonorità da parte di diversi epigoni.

Inoltre, rispetto ai seminali conterranei disgregatisi dopo l’uscita del loro unico full length, il quartetto di Riihimäki ha dato continuità alla propria inimitabile carriera, anche se, magari, a molti cinque full length in oltre vent’anni di attività possono sembrare (con qualche ragione) troppo pochi.
La coerenza degli Skepticism la si riscontra facilmente grazie ad un sound rimasto pressoché immutabile, tanto che ascoltando di seguito Stormcrowfleet e l’ultimo Ordeal, usciti a ventidue anni di distanza l’uno dall’altro, non si capisce se sia il primo ad essere un passo avanti rispetto alla sua epoca o il secondo ad emergere da un remoto passato, ma forse sono vere entrambe le cose, nel senso che la proposta possiede caratteristiche talmente uniche da essere pressoché impossibile da collocare a livello temprale.
Tra le varie ristampe delle quali il lavoro è stato fatto oggetto nel corso degli anni, questa ad opera dell Svart Records è senz’altro la più interessante essendo frutto del remix dei brani presi direttamente dal nastro originale con la supervisione della band, e presentando, oltre alla versione in cd, anche quella in doppio vinile a tiratura limitata; per il resto c’è poco da dire, salvo che una simile pietra miliare deve essere venerata come le compete da chi l’ha conosciuta in passato, mentre chi volesse approcciarsi con il genere potrebbe cominciare proprio da questo, che è il punto più vicino a quello da cui tutto è iniziato.

Tracklist:
1. Sign of a Storm
2. Pouring
3. By Silent Wings
4. The Rising of the Flames
5. The Gallant Crow
6. The Everdarkgreen
7. Outro

Line-up:
Lasse Pelkonen – Drums
Jani Kekarainen – Guitars
Eero Pöyry – Keyboards
Matti Tilaeus – Vocals

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