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Recensione : Signs Of Human Race – Inner Struggle Of Self-Acceptance

E' un sound intimista e nervoso quello che la band ha creato per dar vita ai cinque lunghi brani che compongono la tracklist di Struggle Of Self-Acceptance, che alterna, com'è da tradizione del genere, parti metalliche ed estreme a più pacati momenti di post rock dalle atmosfere che non permettono di scendere al di sotto di un grado di tensione elevato.

Signs Of Human Race - Inner Struggle Of Self-Acceptance - metal

Le vie del progressive moderno portano su strade ormai battute ma pur sempre affascinanti, come dimostra il debutto dei Signs Of Human Race, quintetto bresciano che in questa primavera 2019 debutta con Inner Struggle Of Self-Acceptance, opera progressivamente metallica, alternativa ed avanguardistica.

Licenziato dalla Sliptrick Records, label acchiappatutto nel panorama underground europeo, l’album del gruppo lombardo non mancherà di soddisfare gli amanti dei suoni progressivi dal taglio moderno, sempre in bilico tra impatto estremo, sound drammatico, nervoso e dark, ed un’attitudine alternativa che risulta un mix perfettamente bilanciato tra metal estremo di matrice death (Opeth), prog rock alternativo (Tool) ed ispirazioni tradizionali che rimandano al prog psichedelico dei Pink Floyd.
Non male per un debutto, anche perché i Signs Of Human Race si dimostrano band capace di far dimenticare all’ascoltatore di essere al cospetto di una giovane band al debutto, con una serie di brani maturi, personali e perfetti nel saper miscelare le varie influenze che ispirano i cinque musicisti.
E’ un sound intimista e nervoso quello che la band ha creato per dar vita ai cinque lunghi brani che compongono la tracklist di Inner Struggle Of Self-Acceptance, che alterna, com’è da tradizione del genere, parti metalliche ed estreme a più pacati momenti di post rock dalle atmosfere che non permettono di scendere al di sotto di un grado di tensione elevato, mentre la musica (e qui sta il bello) scorre fluida grazie ad un songwriting ispirato.
Diventa difficile scegliere un brano in particolare, ma direi che i dodici minuti conclusivi della bellissima Choking In Hopeless Agony possono tramutarsi facilmente nel sunto compositivo del questo ottimo lavoro, consigliato senza remore agli amanti del genere.

Tracklist
1. Dreaming Reality
2. Above The Languages Of Life
3. Journey Into Self-Reflection
4. Of Love And Misgiving
5. Choking In Hopeless Agony

Line-up
Remek James Robertson – Vocals/Keyboards
Diego Lorenzi – Guitars
Alessandro Ducroz – Guitars
Davide Brighenti – Bass
Samuele Leonard Sereno – Drums

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