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Recensione : Rod Sacred – Submission

Il gruppo mantiene intatta la sua vocazione alle sonoritร  metalliche classiche e continua a dispensare ottima musica

Rod Sacred - Submission - metal

Nel ritorno di fiamma per le sonoritร  old school, si inserisce prepotentemente la label tedesca Pure Steel, da anni ormai in missione per riportare in auge i classici suoni metallici.

Composta da varie sotto etichette, assecondando la musica suonata dai gruppi, la Pure Steel pesca da tutti i paesi del mondo nuove proposte e vecchie glorie dell’underground metallico e, come in questo caso con la sublabel Pure Underground, una vecchia conoscenza nata nel nostro paese negli anni ottanta.
I Rod Sacred infatti sono una band nata in Sardegna nei primi anni del decennio d’oro per la nostra musica preferita, con un primo album omonimo che ebbe un discreto successo all’epoca dell’uscita (1989), seguito da cambi di formazione e stop forzati, un secondo lavoro registrato nel 1997 (Sucker of Souls) e il silenzio fino ad oggi primna della firma con la piovra tedesca.
La rinascita per il gruppo del bassista Franco Onnis si chiama Submission e vede la nuova formazione in ottima forma alle prese con sette nuovi brani, in aggiunta alla ristampa dello storico primo album, un salto temporale nell’heavy metal classico, tra new wave of british heavy metal e hard & heavy.
Rivivrete cosรฌ un altro pezzo di storia del metal tricolore, chiaramente ispirato ai maestri internazionali, ma assolutamente illuminato da luce propria, di notevole impatto, in molti tratti e suonato con ottima padronanza dei mezzi.
I vecchi brani, posti nella seconda parte del cd, vedono confermate le buone impressioni che suscitarono all’epoca dell’uscita, pregni di heavy metal robusto, tra tracce veloci e dirette e anthem metallici dal flavour emotivo altissimo che facevano del gruppo un sunto della proposta di gruppi come Rainbow, Black Sabbath del periodo Tony Martin, Iron Maiden e Scorpions … e scusate se รจ poco.
Tra tutte spiccano le splendide The Mistery Of Quid e la ballatona Dreaming, brani emotivamente sopra la media, con in gran spolvero il vocalist Antonio “Tony” Deriu , cantante che ricorda a piรน riprese Klaus Meine degli scorpioni tedeschi.
I nuovi brani non tradiscono le attese, il gruppo mantiene intatta la sua vocazione alle sonoritร  metalliche classiche e continua a dispensare ottima musica, alternando tracce dirette come Hiper Drive, mid tempo sabbathiani (la title track) e sontuose song di scuola Rainbow/Scorpions (Stop Fear), cosรฌ da regalare un ottimo lavoro ai fans dei suoni classici, assolutamente obbligati a far proprio questo cd per fare la conoscenza con una band storica del panorama italiano.
Per chi ha qualche capello grigio in piรน sulla lunga ma rada chioma, l’acquisto merita per l’ottimo lavoro del gruppo sulla nuove composizioni, insomma fatelo vostro senza se e senza ma.

TRACKLIST
1. Submission
2. Hiper Drive
3. Stop Fear
4. Let Yourself Go
5. Rod Sacred
6. Strange Life
7. Radio
8. Don’t Fear the Rain
9. Live Your Life Again
10. Lonely Between Mass of Puppets
11. The Mistery of Quid
12. Crazy For You
13. Circle of Lust
14. The Enter
15. Dreaming
16. Will of Living Total

LINE-UP
Tonio Deriu โ€“ vocals
Luca Mameli โ€“ guitars
Peppo Eriu โ€“ guitars
Franco Onnis โ€“ bass, backing vocals
Andrea Atzeni โ€“ drums

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