Questa estate come ormai mi capita spesso (lavoro permettendo), mi sono recato all’Hard Castle Fest, kermesse sonora che si tiene a Castellazzo Bormida in provincia di Alessandria, purtroppo perรฒ non ho avuto occasione di vedere il live di questo gruppo proveniente dal capoluogo piemontese, causa il solito ritardo cronico mio e del mio compagno di avventure musicali.
Peccato, perchรฉ il debutto dei Red Fraction รจ un buon lavoro di metal moderno, che amalgama hard rock e sonoritร alternative sorrette da potenti ritmiche ed interpretato da una singer dal buon piglio.
La band nasce da un’idea di Martina Riva (voce) e Leandro Spedicato (chitarra) nell’estate del 2014 e dopo aver trovato i compagni giusti in Nicolรฒ Gado (basso) e Gabriele Pepe (batteria), registrano questo primo lavoro licenziato dalla Sleaszy Rider, label greca con il fiuto per i gruppi meritevoli in tutti i generi della nostra musica preferita.
Ed eccoci a Birth, album composto da undici tracce che spaziano tra i generi rock dagli anni novanta fino ad oggi, con i Red Fraction che, ispirati dalle proprie influenze, ci regalano un buon riassunto di quello che il rock/metal moderno ci ha offertoย in questi ultimi venticinque anni.
Non mancano perรฒ di personalitร i ragazzi alessandrini, la sei corde di Spedicato a tratti sconfina nel classico, con solos metallici di buona fattura, le ritmiche sempre potenti non fanno mancare il loro supporto tenendo imbrigliata la componente metal nel rock alternativo di cui il gruppo, ad un primo ascolto, vieneย accreditato.
La parte cantata รจ interpretata con padronanza dalla singer e le tracce viaggiano su una media piรน che buona, almeno per un debutto in un genere inflazionato come l’hard rock alternativo.
Di questo lavoro piace la voglia di non andare troppo lontano dal metal, ed infatti, pur nel loro impatto moderno, brani come Plastic, Hunterย o Apollo 7ย mantengono un approccio heavy che discosta i Red Fraction dai soliti gruppi moderni.
Trovo il sound del gruppo piรน vicino al grunge metallizzato dei primi Alice In Chains che alle groove band tanto di moda in questi anni, magari nascosto dalla voce femminile che ad un primo approccio puรฒ ricordare, nei momenti piรน pacati, qualcosa dei Lacuna Coil.
Per concludere, una buona partenza per il gruppo piemontese, Birth รจ un lavoro piacevole, ben eseguitoย ed assolutamente in grado di soddisfare gli ascolti dei giovani rockers attenti alla scena underground nostrana.
TRACKLIST
1. Prelude
2. Plastic
3. Hunter
4. Night Wonโt Hold Me
5. Lost Broken Doll
6. Shooting Star
7. What You Wanted
8. Apollo 7
9. The Hermit And The Justice
10. Holy
11. Atomic Child
LINE-UP
Martina Riva โ Vocals
Leandro Spedicato โ Guitar
Nicolรฒ Gado โ Bass
Gabriele Pepe โ Drums










