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Recensione : Pyogenesis – A Kingdom To Disappear

Metal estremo che si trasforma, fagocitato e poi riversato sotto altre forme da un'entità geniale che fa dell' eclettismo la sua micidiale arma musicale.

Pyogenesis - A Kingdom To Disappear - metal

Siamo passati dalla locomotiva del precedente e bellissimo A Century In The Curse Of Time al dirigibile di questo nuovo lavoro intitolato A Kingdom To Disappear, ma il risultato per i Pyogenesis non cambia, così che andiamo ad archiviare l’ennesimo geniale lavoro di un gruppo unico.

Il sound dei Pyogenesis nel suo toccare molte delle svariate forme del metal e del rock rimane quanto di più originale ci si trovi al cospetto nell’anno di grazia 2017, dunque anche il nuovo album tocca livelli qualitativi imbarazzanti per almeno i tre quarti dei gruppi odierni.
E così Flo V.Schwarz e compagni ci fanno partecipi di un altro viaggio per la musica del nuovo millennio, come un libro che racconta dei cambiamenti sociali avvenuti nel diciannovesimo secolo tra atmosfere e sfumature cangianti di un sound che porta la firma del combo tedesco, e non potrebbe essere altrimenti.
Metal estremo che si trasforma, fagocitato e poi riversato sotto altre forme da un’entità geniale che fa dell’ eclettismo la sua micidiale arma musicale, dandola in pasto in questo nuovo millennio che purtroppo non segue la voglia di progresso del diciannovesimo secolo ma è, invece, brutalmente impantanato nella pochezza dell’uomo moderno.
I Pyogenesis consegnano un’altra perla musicale, coinvolgente nelle sue molteplici forme che vanno dall’intro orchestrale che porta alla death oriented Every Man For Himself… And God Against All, al groove metal dal ritornello melodico di I Have Seen My Soul, al capolavoro A Kingdom To Disappear ( It’s Too Late), perfetto connubio tra i Type O Negative ed i Beatles, mentre New Helvetia risulta un brano acustico dall’incedere dolcemente medievaleggiante.
Le sorprese come vedete non mancano, la new wave dai rimandi ottantiani viene toccata da That’s When Everybody Gets Hurt, mentre l’alternative rock di We (1848) ribadisce ancora una volta l’assoluta mancanza di barriere e confini musicali di questi geniali musicisti tedeschi.
Il finale è lasciato alla lunga suite epico orchestrale Everlasting Pain, che chiude questo bellissimo secondo capitolo della trilogia iniziata con il precedente lavoro e di cui A Kingdom To Disappear è il perfetto seguito.
Un’opera che nella sua interezza sta assumendo sempre di più i risvolti di un pietra miliare …  to be continued.

TRACKLIST

1.Sleep Is Good (Intro)
2.Every Man for Himself… and God Against All
3.I Have Seen My Soul
4.A Kingdom to Disappear (It’s Too Late)
5.New Helvetia
6.That’s When Everybody Gets Hurt
7.We (1848)
8.Blaze, My Northern Flame
9.Everlasting Pain

LINE-UP

Flo Schwarz – Guitars, Vocals, Keyboards
Malte Brauer – Bass
Jan Räthje – Drums
Gizz Butt – Guitars

VOTO
9

URL Facebook
http://www.facebook.com/pyogenesis

DESCRIZIONE SEO / RIASSUNTO
dandola in pasto in questo nuovo millennio che purtroppo non segue la voglia di progresso del diciannovesimo secolo ma è invece brutalmente impantanato dalla pochezza dell’uomo moderno.

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