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Recensione : Pale Divine – Pale Divine

Distante sei anni dal precedente Painted Windows Black, Pale Divine presenta da tradizione del trio statunitense un esempio di doom metal pregno di sfumature heavy e di straordinarie jam dove esce prepotentemente l'anima bluesy che è il marchio di fabbrica del sound del gruppo.

Pale Divine - Pale Divine - metal

La label americana Shadow Kingdom non sbaglia un colpo, specialmente nei generi classici e di stampo heavy metal e doom, con un roster che si avvale di gruppi di livello, partendo dai nostrani e leggendari Death SS e passando per una serie di realtà dell’underground mondiale come Iron Void, Vanik e Death Mask tra le altre.

I Pale Divine, trio proveniente dalla Pennsylvania, sono attivi da più di vent’anni e con una discografia che se non ha regalato tanto numericamente ha sicuramente offerto del doom metal classico di qualità, per mezzo di quattro splendidi lavori a cui si aggiunge il nuovo album omonimo.
Distante sei anni dal precedente Painted Windows Black, Pale Divine presenta da tradizione del trio statunitense un esempio di doom metal pregno di sfumature heavy e di straordinarie jam dove esce prepotentemente l’anima bluesy che è il marchio di fabbrica del sound del gruppo
Lunghe jam si alternano così a brani dal piglio hard & heavy, il sound non rallenta mai troppo ma mantiene una spigliata vena cadenzata su cui la chitarra si scatena in lunghi solos.
Bleeding Soul, So Low, Shades Of Blue e la conclusiva Ship Of Fools sono i brani su cui la band costruisce le fondamenta per rendere ottimo un album marchiato a fuoco dalla vena compositiva ispirata come sempre da Trouble, Pentagram, Revelation e compagnia.
Ottimo ritorno per la band statunitense, Pale Divine è un lavoro consigliato a tutti gli amanti del doom metal classico.

Tracklist
1.Spinning Wheel
2.Bleeding Soul
3.Chemical Decline
4.So Low
5.Curse the Shadows
6.Shades of Blue
7.Silver Tongues
8.Ship of Fools

Line-up
Greg Diener – Guitar/vocals
Darin McCloskey – Drums
Ron McGinnis – Bass

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