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Recensione : Mindwars – The Enemy Within

Esordio dei Mindwars, band di Mike Alvord, chitarrista degli storici Holy Terror.

Mindwars - The Enemy Within - metal

I Mindwars non sono altro che la band di Mike Alvord, storico chitarrista dei seminali Holy Terror, autori nella seconda metร  degli anni ottanta di due capisaldi del thrash metal dell’epoca: โ€œTerror And Submissionโ€ e โ€œMindwarsโ€.

Della partita fanno parte anche il batterista Roby Vitali, torinese di adozione e giร  dietro le pelli di Headcrasher, The Art Of Zapping e Jester Beast, e Danny Z.Pizzi, bassista conosciuto nell’underground torinese. Il sound del gruppo non puรฒ non ricordare quello della band di Alvord, thrash metal old school di scuola statunitense, marcatamente ottantiano anche nella produzione, cosรฌ da sembrare in tutto e per tutto un disco dell’epoca. Nostalgici? Forse, ma The Enemy Within ha in sรฉ un fascino irresistibile, specialmente per chi quegli anni li ha vissuti lontano dalle menate computerizzate di questi giorni, quando una TDK registrata con la vecchia piastra Teac aveva un valore che, purtroppo, oggi si รจ inevitabilmente perduto. La band dall’alto della sua esperienza sa come giocare con la materia, i brani dell’album appaiono da subito compatti e massacranti, lasciando che le influenze dell’epoca tornino prepotentemente alla ribalta con in testa, nei brani rallentati, i Black Sabbath, ed un occhio alla New Wave Of British Heavy Metal che aveva fatto sfracelli anche nel nuovo continente, qui punkizzata dalla band di Alvord. Tra velocitร  speed, solos, riff di ottima fattura e frenate che variano il sound, rendendolo mai noioso, The Enemy Within regala brani stupendi, colmi di quell’attitudine ormai andata praticamente perduta nelle band attuali, a parte pochi casi scovati nell’underground. Retrobution, Final Battle, Master of War, raccolgono l’ereditร  delle band dell’epoca (Holy Terror, ovviamente, ma anche Whiplash e Rigor Mortis) e le portano nel nuovo millennio raccontando, tra le loro note, una fetta di storia importantissima del metal mondiale. Album da considerare come libro di testo per chiunque si voglia avvicinare al genere e per i giovani fan del thrash, tanto bistrattato da molti addetti ai lavori quanto uno dei generi cardine per l’evoluzione della nostra musica preferita. Fondamentale.

Track list:
1. Upside Down
2. Crash
3. Speed Kills
4. Retrobution
5. Time in the Machine
6. Lost
7. Chaos
8. Final Battle
9. Masters of War
10. Death Comes Twice
11. Walking Alone

Line-up:
Danny “Z” Pizzi – Bass
Roby Vitari – Drums
Mike Alvord – Guitars, Vocals

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