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Recensione : Mercic – Mercic 4

Il avoro si snoda gradevole anche se la strada per raggiungere l’eccellenza ed avvicinare i propri modelli dal punto di vista qualitativo è ancora abbastanza lunga, benché la direzione intrapresa da Carlos sia indubbiamente quella giusta.

Mercic - Mercic 4 - metal

Mercic è il nome del progetto solista di questo musicista portoghese, Carlos “Maldito” Sobral, giunto con questo Mercic 4 ovviamente al quarto album in altrettanti anni di attività.

Il genere proposto è un industrial metal fortemente debitore dei Nine Inch Nails (influenza neppure troppo nascosta dal nostro, ad onor del vero) e in quanto tale senz’altro apprezzabile, a tratti anche convincente, ma carente in quanto a personalità.
Premesso che sembrare una discreta copia del totem musicale creato da Mr.Reznor è pur sempre tanta roba, non si può fare a meno di notare che altre realtà afferenti a quell’ambito musicale sono riuscite a raggiungere una cifra stilistica originale e, a proprio modo, in grado di aprire un ulteriore filone (Aborym su tutti).
Detto ciò, anche alla luce dell’operato del tutto all’insegna del DIY da parte del buon Carlos (attivo anche nei Cryptor Morbious Family, dediti sempre a queste sonorità) il quarto capitolo targato Mercic merita la giusta considerazione da parte degli appassionati del genere.
Ovviamente l’industrial dei Mercic è meno inquieto e sperimentale di quanto non lo sia quello dei propri numi tutelari, e tutto sommato il suo essere più diretto giova alla riuscita del lavoro, lasciando giusto qualche perplessità nei passaggi più rarefatti, non sempre esenti da qualche sbavatura esecutiva, anche se bisogna riconoscere che l’uso della chitarra portoghese conferisce al tutto ugualmente un suo fascino particolare.
Tra ottimi brani più melodici come Make Our Mark e notevoli mazzate come They Never Want To Be Less Than Us, il lavoro si snoda gradevole anche se la strada per raggiungere l’eccellenza ed avvicinare i propri modelli dal punto di vista qualitativo è ancora abbastanza lunga, benché la direzione intrapresa da Carlos sia indubbiamente quella giusta.

Tracklist:
1.who the fuck are they to judge us
2.humanimals
3.crumpled paper
4.got to get back where it belongs
5.a lousy thing to forget about
6.14 to 3 = 1
7.big mouth fat star
8.make our mark
9.blurred eyes
10.they never want to be less than us

Line up:
Carlos Maldito

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