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Recensione : Långfinger – Crossyears

Segnatevi il monicker Långfinger perché tornerà presto a tormentare le serate in compagnia del vostro amato stereo, riempiendo il vostro spazio di ottima musica rock, dove hard sta per potenza e blues per attitudine

Långfinger - Crossyears - rock

Un’altra perla di hard rock vintage arriva a fare il paio con il bellissimo album dei rockers Captain Crimson, a conferma del talento per un certo tipo di rock rinvenibile in terra svedese.

Da Goteborg arriva questo power trio che, sotto il monicker Långfinger, ci strapazza con Crossyears, album dal sound che pesca dalla tradizione ma non manca di sfondare crani sotto macigni ritmici pieni di groove ed un attitudine alternativa che rompe, a tratti, l’alone settantiano che avvolge i brani dell’album.
Pura potenza hard rock, Crossyears parte sgommando con tre brani che lasciano per strada una spessa traccia di pneumatico che brucia sotto il sole e l’asfalto caldo del blues rock, mentre la title track è un’irresistibile traccia semiacustica, attraversata da una solista sanguigna, un inno blues rock d’altri tempi dove i riff hendrixiani fanno da contorno ad un’atmosfera rituale e dertica.
Atlas è comandata da un hammond purpleiano e nel deserto ci accompagna, con i suoi umori stonerizzati e un’atmosfera da sabba perennemente avvolto in un trip da cui non si esce, se non con i ritmi cladi della southern Buffalo, mentre il basso risulta un cuore che batte impazzito sulla potentissima Caesar’s Blues.
Perdendoci in questo trip, dove hard rock e blues fanno da colonna sonora a fumosi viaggi zeppeliniani non è così difficile incontrare note riconducibili ai primi passi dell’hard rock statunitense nato nelle cantine della piovosa Seattle, così che tra una jam e l’altra si finisce per godere di melodie settantiane e hard rock che ricorda i Soundgarden più selvaggi (Window In The Sky).
Segnatevi il monicker Långfinger perché tornerà presto a tormentare le serate in compagnia del vostro amato stereo, riempiendo il vostro spazio di ottima musica rock, dove hard sta per potenza e blues per attitudine.

TRACKLIST
1. Feather Beader
2. Say Jupiter
3. Fox Confessor
4. Crossyears
5. Atlas
6. Silver Blaze
7. Buffalo
8. Caesar’s Blues
9. Last Morning Light
10. Window in the Sky

LINE-UP
Victor Crusner – Vocals, Bass, Keyboards
Kalle Lilja – Guitars
Jesper Pihl – Drums

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