iye-logo-light-1-250x250
Webzine dal 1999

Recensione : Jameson Raid – Uninvited Guests

Uninvited Guests รจ un album d'altri tempi, una buona rivisitazione della NWOBHM da parte di chi l'ha vissuta sulla propria pelle

Jameson Raid  -  Uninvited Guests - Recensioni Metal

La Pure Steel รจ diventata una delle label di riferimento per il metal classico e old school, non mancando un appuntamento con i nuovi lavori di band storiche del panorama metallico internazionale underground, delizia per i vecchi metallers e scuola per chi, ancora giovane, vuole assaporare le atmosfere del vecchio ma piรน che vivo heavy metal.

Uninvited Guests รจ il nuovo lavoro dei britannici Jameson Raid, gruppo storico della scena metallica, conosciuta da tutti come new wave of british heavy metal.
Fondati addirittura a metร  anni settanta, il gruppo รจ tornato in pista nel 2010 con una compilation, dopo essere stata ferma per quasi trent’anni, da quel Electric Sun del 1982, demo che di fatto fu l’ultima release della band prima del lungo silenzio.
Il vocalist Terry Dark, unico superstite della formazione originale, ha preso in mano le redini del gruppo e dopo qualche lavoro di rodaggio (il singolo Truth and Heresy e l’ep 9 Reasons usciti lo scorso anno) ha dato al gruppo quella che, di fatto รจ la prima uscita sulla lunga distanza in cosรฌ tanti anni di attivitร .
L’album รจ un buon esempio di hard & heavy vecchia scuola, composto da un lotto di brani grintosi e melodici, strutturati sui suoni graffianti della chitarra, ritmiche che si rifanno alla musica dura degli anni ottanta, e tanta attitudine old school.
Qualche piccolo passaggio a vuoto, ma almeno una manciata di canzoni sopra la media, fanno di Uninvited Guests un sano tuffo nel mondo dell’hard & heavy britannico, vintage sicuramente, ma ben bilanciato tra aggressivitร  e melodie, interpretato con eleganza dal singer che ha mantenuto intatta la carismatica voce ( vicina a quella di Biff dei Saxon) e ben suonato dai nuovi musicisti che accompagnano lo storico vocalist, Dave Rothan alla sei corde, Peter Green al basso e Lars Wickett alle pelli.
Riff di scuola Saxon e primi Judas Priest e ritmiche secche alla Accept, sono le peculiaritร  di songs dal dna ottantiano come l’opener Mr. Sunset, la title track, l’inno Metal People, l’oscura semiballad Red Moon e Reasons.
Uninvited Guests รจ un album d’altri tempi, una buona rivisitazione della NWOBHM da chi l’ha vissuta sulla propria pelle, per i metallers dai gusti old school un ascolto รจ consigliato.

TRACKLIST
1. Mr. Sunset
2. Uninvited Guests
3. Metal People
4. Breaking Point
5. Red Moon
6. Roll on Tomorrow
7. SS Idol Tearz
8. Maze of Rats
9. Haunted
10. Reasons
11. Truth & Heresy

LINE-UP
Terry Dark โ€“ vocals
Dave Rothan โ€“ lead guitars
Peter Green โ€“ bass
Lars Wickett โ€“ drums

JAMESON RAID – Facebook

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarร  pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

CANALE TELEGRAM

RIMANI IN CONTATTO

GRUPPO WHATSUP

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

Hardline - Life - rock

Hardline – Life

La cover di Who Wants To Live Forever dei Queen come perla incastonata tra la dozzina di tracce che compongono l’album, valorizza, se ce ne fosse bisogno il gran lavoro degli Hardline a conferma dell’ottimo stato di forma dell’hard rock melodico.

Carnal Tomb - Abhorrent Veneration - death

Carnal Tomb – Abhorrent Veneration

I Carnal Tomb danno un seguito all’altezza del buon esordio di tre anni fa e come allora noi di Metaleyes ve ne consigliamo l’ascolto, sempre che i vostri gusti in fatto di death metal siano rivolti alla frangia tradizionale del genere.

First Signal - Line Of Fire - rock

First Signal – Line Of Fire

Line Of Fire รจ una raccolta di canzoni dove rocciose parti hard rock, si alleano con linee melodiche di rara bellezza, raffinate ed eleganti, sapientemente ruvide ma, allo stesso tempo ruffiane tanto basta per spaccare cuori tra i rockers dai gusti melodici.

Deepshade - Soul Divider - rock

Deepshade – Soul Divider

I Deepshade esibiscono un sound personale, riescono nella non facile impresa di risultare a loro modo originali, pur lasciando che all’ascolto dell’album le loro ispirazioni facciano capolino dalle pareti del tunnel dai mille colori in cui si entra appena si preme il tasto play.