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Recensione : Ichabod Krane – Beyond Eternity

Quando le sonoritร  vecchia scuola sono glorificate in tale maniera, album come questi sono da usare come esempio per le nuove leve metalliche, cresciute ai ritmi sincopati del metal odierno.

Ichabod Krane - Beyond Eternity - metal

E’ ancora una volta la Pure Steel a regalarci un piccolo gioiellino di metallo incendiario direttamente dagli States.

La band in questione si chiama Ichabod Krane, vede tra le proprie fila musicisti provenienti dagli storici Halloween, band ottantiana con una discografia alle spalle di tutto rispetto e Beyond Eternity รจ il secondo lavoro dopo l’esordio Day of Reckoning, licenziato un paio di anni fa.
Il gruppo chiaramente poggia le proprie basi musicali nell’U.S. Metal e lo fa ottimamente aiutato dall’esperienza accumulata dai protagonisti, un ottimo cantante, ed una raccolta di belle canzoni, elegantemente oscure, epiche e con una buona alternanza tra potenza e melodia.
Siamo in territori cari ai primi Queensryche e Crimson Glory, potenziati da una dose massiccia di soluzioni priestiane, valorizzate da un talento melodico non da poco che riesce nella non facile impresa di rendere accattivanti anche gli episodi piรน duri (la title track in questo senso รจ un piccolo capolavoro).
Ottima la prova di Jeff Schlinz al microfono, un cantante di razza, potente e melodico, interpretativo il giusto per dare un’anima alle tracce che compongono il cd, anche se la parte del leone la fa la sei corde di Rick Graig che impazza in tutto l’album tra riff classic metal e solos taglienti come rasoi.
L’album funziona alla grande in brani come Metal Messiah, When The Stars Fall (dove Schlinz raggiunge vette interpretative del Tate degli anni migliori) e Bitter Romance (semi ballad che mantiene comunque inalterata tutta la potenza espressa sull’album), ma รจ nell’insieme che il disco ha qualcosa in piรน, aiutato da un lavoro in consolle da elogiare.
Beyond Eternity รจ il classico album metal dai rimandi old school perfettamente inserito nel nuovo millennio, fiero nel suo essere classico, suonato ottimamenteย e a tratti trascinante, uno spasso per gli amanti dell’heavy metal suonato nel nuovo continente.
Quando le sonoritร  vecchia scuola sono glorificate in taleย maniera, album come questo sono da usare come esempio per le nuove leve metalliche, cresciute ai ritmi sincopati del metal odierno.

TRACKLIST
1. Black World
2. Metal Messiah
3. Pandora’s Box
4. Beyond Eternity
5. When the Stars Fall
6. Bring It Down
7. Why So Sad
8. Whiskey Angel
9. Bitter Romance

LINE-UP
George Neal – bass
Rick Graig – guitars
Jeff Schlinz – vocals
Rob Brug – drums
Lisa Hurt – keyboards, backing vocals

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