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Recensione : Huldre – Tusmørke

Alla seconda prova gli Huldre confermano di essere un gruppo onesto ed in grado di far vivere all'ascoltatore quarantacinque minuti di musica che rievoca foreste nascoste tra la bruma, vecchi focolai accesi e la dura vita di un tempo

Huldre - Tusmørke - metal

Viviamo in tempi di ordinaria follia, aggrediti non solo dall’idiozia dell’uomo attento solo a distruggere ma anche dalla natura, ormai ribellatasi definitivamente ai continui soprusi da chi sulla Terra non è il padrone ma solo un fastidioso ospite.

Ecco che c’è bisogno sempre più di fuggire dalla realtà, almeno per chi ha ancora un minimo di sensibilità e si confronta ogni giorno con il declino del genere umano, male incurabile del pianeta e non (come dovrebbe essere) custode delle ricchezze che ci regala.
Per sfuggire per un po’ dal male di vivere con cui tutti i giorni ci dobbiamo confrontare, la musica può essere un’ottima compagna ed il nostro amato mondo metallico un alleato fedele.
Uno dei generi che più aiuta nel viaggio mentale verso un mondo alternativo è indubbiamente il folk metal con le sue sonorità fuori dal tempo, le sue atmosfere epico/evocative e quella poesia intrinseca di cui molte volte abbiamo il bisogno.
Vero che negli ultimi anni il genere si è sviluppato a macchia d’olio, specialmente sul territorio del vecchio continente, partendo dalla penisola scandinava fino a toccare le coste del Mediterraneo.
Tornando al nord e precisamente in Danimarca, incontriamo il sestetto degli Huldre che, a dieci anni esatti dal loro primo demo, licenziano il secondo lavoro sulla lunga distanza intitolato Tusmørke.
Il gruppo danese accodatosi da diversi anni al carro tirato dai gruppi che hanno trovato i favori di chi bazzica la scena metallica (Finntroll ed Eluveitie), spostano le loro coordinate stilistiche verso atmosfere folk più marcate.
Il metal fa da accompagnamento alle trame sognanti ed evocative dei nove brani qui proposti, tutti cantati in lingua madre dalla personale voce di Nanna Barslev, in un’apoteosi di suoni e strumenti tradizionali.
Qualche ritmica più sostenuta mantiene alta l’attenzione, ma l’approccio rimane cantautorale per tutta la durata del disco, con buoni livelli emozionali, specialmente quando gli strumenti tradizionali hanno in mano per intero il sound del gruppo.
Sui brani più tirati l’approccio è maggiormente lineare, in ossequio ai dettami del genere, niente di nuovo dunque, ma certamente ben congegnato.
Alla seconda prova gli Huldre confermano di essere un gruppo onesto ed in grado di far vivere all’ascoltatore quarantacinque minuti di musica rimembrante foreste nascoste tra la bruma, vecchi focolai accesi e la dura vita di un tempo, ormai esclusiva di chi ha ancora voglia di fuggire, aiutato in questo caso dalle buone melodie di Hindeham, Farstemand e Nattesorg.

TRACKLIST
1.Jagt
2.Hindeham
3.Varulv
4.Underjordisk
5.Skifting
6.Fæstemand
7.Mørke
8.Tæring
9.Nattesorg

LINE-UP
Nanna Barslev – Vocal
Laura Bec – Violin
Troels Dueholm – Hurdy Gurdy, Flutes
Shawm Lasse Olufson – Guitar, Lute
Bjarne Kristiansen – Bass
Jacob Lund – Drums, Percussion

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