iye-logo-light-1-250x250
Webzine dal 1999

Recensione : Hitwood – Marea

Marea รจ un altro ottimo lavoro di un artista in continua evoluzione, un musicista che riesce a valorizzare le sue influenze ed ispirazioni proponendo un sound maturo e melodicamente progressivo.

Hitwood - Marea - death

Continua il viaggio di Hitwood, il vecchio uomo protagonista con i suoi perchรฉ ed i suoi viaggi del concept creato da Antonio Boccellari, polistrumentista nostrano al suo quarto lavoro tra full length ed ep.

Dopo i primi due album di natura strumentale (When Youngness โ€ฆ Fly Away โ€ฆe As A Season Bloom) la one man band tricolore ha inserito nel precedente Detriti la parte vocale, indispensabile per raccontare in modo completo le avventure di Hitwood e del suo viaggio mistico.
In Marea, dunque, oltre a Boccellari, che si รจ occupato di tutti gli strumenti, del mixaggio e della masterizzazione, troviamo quattro cantanti che si danno il cambio in quella che risulta ancora una volta un’opera melodic death metal di assoluto valore.
Oltre al fido Carlos Timaure, protagonista principale nella maggioranza dei brani, fanno la loro importante comparsa dietro al microfono Rikk Wolf, Laurhell e Gary Glays, intenti a valorizzare i capitoli del nuovo episodio della saga.
Hitwood ci dona la sua personale rivisitazione del melodic death scandinavo, arricchendolo di elementi progressivi ancora piรน accentuati in questa ultima prova, alzando l’asticella della qualitร  di un songwriting ispirato.
Marea non trova ostacoli sul suo cammino, il lavoro chitarristico e di ottimo livello, le atmosfere hanno sempre quel qualcosa di mistico e sognante che ormai รจ il marchio di fabbrica del musicista piacentino, le sfuriate estreme sono limitate, lasciando che l’anima progressiva sia la base importante per questa raccolta di splendide tracce.
Composto da dieci brani, tra i quali spiccano Apocalyptic Omen, oscura ed emozionante traccia in cui si respira aria death/doom, il singolo Our Street e i due splendidi brani che formano il suo cuore pulsante (Venus of my Dreams II: Her Passage e Where Unreality Becomes True), Marea รจ un altro ottimo lavoro di un artista in continua evoluzione, un musicista che riesce a valorizzare le sue influenze ed ispirazioni proponendo un sound maturo e melodicamente progressivo.

Tracklist
1.Intro: Last Day of Gaia
2.Apocalyptic Omen
3.Polished Sense of Nothingness
4.Our Streets
5.This Picture
6.Venus of my Dreams II: Her Passage
7.Where Unreality Becomes True
8.The Scene you Could See
9.I’ll Wait for you, Near the Lighthouse
10.Harakiri

Line-up
Antonio Boccellari – Songwriting, All Instruments, Mixing and Mastering
Carlos Timaure – Vocals on tracks 3-5-6-8-10
Rikk Wolf – Vocals on track 7 & Songwriting/Lyrics
Laurhell – Vocals on track 2
Gary Glays – Vocals on track 4

HITWOOD – Facebook

CANALE TELEGRAM

RIMANI IN CONTATTO

GRUPPO WHATSUP

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

Hardline - Life - rock

Hardline – Life

La cover di Who Wants To Live Forever dei Queen come perla incastonata tra la dozzina di tracce che compongono l’album, valorizza, se ce ne fosse bisogno il gran lavoro degli Hardline a conferma dell’ottimo stato di forma dell’hard rock melodico.

Carnal Tomb - Abhorrent Veneration - death

Carnal Tomb – Abhorrent Veneration

I Carnal Tomb danno un seguito all’altezza del buon esordio di tre anni fa e come allora noi di Metaleyes ve ne consigliamo l’ascolto, sempre che i vostri gusti in fatto di death metal siano rivolti alla frangia tradizionale del genere.

First Signal - Line Of Fire - rock

First Signal – Line Of Fire

Line Of Fire รจ una raccolta di canzoni dove rocciose parti hard rock, si alleano con linee melodiche di rara bellezza, raffinate ed eleganti, sapientemente ruvide ma, allo stesso tempo ruffiane tanto basta per spaccare cuori tra i rockers dai gusti melodici.

Deepshade - Soul Divider - rock

Deepshade – Soul Divider

I Deepshade esibiscono un sound personale, riescono nella non facile impresa di risultare a loro modo originali, pur lasciando che all’ascolto dell’album le loro ispirazioni facciano capolino dalle pareti del tunnel dai mille colori in cui si entra appena si preme il tasto play.