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Recensione : Haemophagus – Stream Of Shadows

Più aggressivo e grind rispetto al suo predecessore, Stream Of Shadows continua comunque a far risplendere la vena creativa di questa miniera d'oro musicale che è la Palermo dell'underground.

Haemophagus - Stream Of Shadows - death

Atrocious, full length uscito tre anni fa, era un’opera death metal che portava in sé molte delle varie correnti estreme del genere, dal grind al progressive ma non il classico prog metal di moda in questi anni, piuttosto un quid settantiano che, unito a rallentamenti doom, portavano nei brani dell’album un’atmosfera soffocante, pregna di polveroso mistero.

Il gruppo palermitano, nato in una scena che pullula di talenti e che ha dato i natali ad una manciata di band da considerare di culto nell’underground metal/rock, torna con Stream Of Shadows: più aggressivo e grind rispetto al suo predecessore, l’album continua comunque a far risplendere la vena creativa di questa miniera d’oro musicale che è la Palermo del sottosuolo.
Gli Haemophagus, pur ribadendo il loro forte impatto, non risparmiano escursioni nelle atmosfere progressive alla King Crimson (Meteor Mind) grazie al sax di Giorgio Trombino, così come i soffocanti rallentamenti che questa volta più che i Cathedral ricordano i primi Morbid Angel.
Estremo, violentissimo, un abisso di morte dove si viene sballottati tra i vari generi del death metal più violento e (se mi passate il termine) meno commerciale, dove le melodie sono nascoste all’ombra di ritmiche dal groove maligno, il suono porta con sé l’umidità di un pozzo di cadaveri e l’atmosfera si mantiene irrespirabile, mentre i brani si succedono e il gruppo snocciola non solo atmosfere dai temi horror, ma introduce tematiche di allucinata fantascienza (Blastmaniacom!, Innergetic e Meteor Mind).
Registrato e mixato a Palermo da Silvio “Spadino”, Stream Of Passion è stato masterizzato da Dan Randall presso i Mammoth Sound Mastering di Alameda in California, mentre il gruppo, oltre al polistrumentista e cantante, si completa con Gioele (chitarra e voce) e David (batteria).
Gli Haemophagus mettono la firma sull’ennesimo notevole lavoro e chi non conoscesse questi fantastici musicisti è invitato ad ascoltare la devastante Monochrome, spettacolare nel suo stacco centrale dai rimandi fusion,  e lo strumentale conclusivo The Darkest Trip, praticamente i King Crimson di Red in versione death metal.

TRACKLIST
1. Shadowline
2. Tombtown
3. Blastmaniacom!
4. Deranger
5. Meteor Mind
6. Electric Circles in a Yellow Sky
7. Captured from Above
8. Innergetic
9. The Cosmicorpse
10. Infectious Domain
11. Monochrome
12. Unrestrained
13. Twisted Syllables
14. The Darkest Trip

LINE-UP
Giorgio – guitars, bass, vocals, synth, sax alto
Gioele – guitars, vocals
David – drums

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