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Recensione : Gespenst – Forfald

I Gespenst scarnificano e rimodellano in più occasioni il loro black, donandogli pulsioni doom, ambient e rendendolo sempre e comunque poco rassicurante.

Gespenst - Forfald - metal

Da due quarti dei temibili Wobegone Obscured prendono vita i Gespenst, di stanza ad Aarhus ma, di fatto, per metà francesi, visto che il sedicente Galskab è il Quentin Nicollet che troviamo anche nei validi Dwell, nonché nelle vesti del Q. Woe dei doomsters estremi danesi.

Il progetto è stati avviato diversi anni fa da Genfærd (alias M.Woe) ma appare molto più di un semplice sfogo collaterale: se black metal deve essere, questo non è davvero né malleabile né scontato, visto che il duo (coadivuato alla batteria da Andreas Joen) lo scarnifica e lo rimodella in più occasioni, donandogli pulsioni doom, ambient e rendendolo sempre e comunque poco rassicurante.
Il bello di tutto questo è che resta ugualmente rinvenibile una linea guida melodica che consente di non smarrirsi, neppure quando sono pesanti dissonanze ad occupare la scena (Sorgens Taage e Min sjael raadner) oppure è la studiata lentezza del doom ad emergere con prepotenza (Revelation of Maggots); è magnifica, infine, nella sua solenne ed apocalittica ferocia, la conclusiva Life Drained to the Black, solo leggermente più fruibile per soluzioni ritmiche rispetto al resto del disco.
Forfald è un lavoro dannatamente difficile da decifrare, perché quando sembra scivolare via senza lasciare alcuna traccia si insinua subdolamente sottopelle invitando ad approfondirne i contenuti, ed è quello il momento in cui si comprende appieno che, quando il black metal è suonato e composto da musicisti capaci, esperti e soprattutto credibili come lo sono i Gespenst, si trasforma in una forma artistica che può rivelarsi trascurabile solo per chi non abbia voglia di ascoltarla per partito preso.

Tracklist:
1. Sorgens Taage
2. Revelation of Maggots
3. Min sjael raadner
4. Life Drained to the Black

Line-up:
Genfærd Guitars, Synths
Galskab Vocals, Bass

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