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Recensione : FromHell – March On Gravitation

March On Gravitation musicalmente è un buonissimo lavoro, ricco di spunti e sempre contraddistinto da una vena melodica efficace, ma trova il suo tallone d’Achille in una prestazione vocale accettabile per quanto riguarda lo screaming ma piuttosto claudicante se riferita alle tonalità pulite.

FromHell - March On Gravitation - metal

E’ ormai assodato che la nazione di provenienza di una band, spesso, assume più un valore statistico che non realmente indicativo del tipo di musica proposta o del suo valore intrinseco.

Anche ascoltando questo album dei FromHell, sfiderei chiunque ad indovinare che il duo, alle prese con questa buona interpretazione di un black metal epico e atmosferico, provenga dall’Indonesia e non da un qualsiasi paese nordeuropeo.
March Of Gravitation è il secondo full length per la band di Giacarta, che certo non si risparmia offrendo oltre settanta minuti di musica piuttosto coinvolgente e che si snoda fondendo idealmente il pagan di stampo europeo a certe aperture progressive-atmosferiche di matrice americana (in certi passaggi i FromHell possono ricordare gli Xanthocroid), il tutto inserito in un concept cosmico che ben si intuisce fin dai titoli dei brani.
Certamente la lunghezza del lavoro si rivela un’arma a doppio taglio, perché non è facile per nessuno mantenere elevata la qualità, alla luce della quantità di idee riversate, nonché la soglia di attenzione di chi ascolta, per un tempo così protratto.
Detto questo, March On Gravitation musicalmente è un buonissimo lavoro, ricco di spunti e sempre contraddistinto da una vena melodica efficace, ma trova il suo tallone d’Achille in una prestazione vocale accettabile per quanto riguarda lo screaming ma piuttosto claudicante se riferita alle tonalità pulite, a mio avviso insufficienti considerandone anche l’ampio utilizzo: purtroppo questo fa scemare il potenziale evocativo in più di un passaggio ed è un vero peccato visto il valore del songwriting.
Comunque il disco dovrebbe accontentare chi apprezza certe sonorità, anche perché i brani possiedono un tiro notevole e passaggi a tratti esaltanti: purtroppo certi momenti penalizzano il risultato d’insieme, lasciando più di una perplessità riguardo all’opportunità di determinate scelte.

Tracklist:
1. A Million Castor
2. Stellar Space
3. Hibernation Sun
4. Summoning Stars
5. The Abandoned Stargate
6. Rotary of Life
7. Conqueror of The Massive Star
8. Celestial Night

Line-up:
Dedi Sadikin – Vocals
Derick Prawira – Drums

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