iye-logo-light-1-250x250
Webzine dal 1999

Recensione : Formalist – No One Will Shine Anymore

Il contributo portato dal background dei singoli musicisti va ben oltre un ideale somma degli addendi, assumendo le sembianze di un sound personale al quale si può attribuire senza alcuna remora il marchio Formalist.

Formalist - No One Will Shine Anymore - metal

La sola idea di utilizzare il termine supergruppo all’interno della nostra scena metal mi fa abbastanza sorridere, visto che un appellativo del genere in passato lo si associava ad operazioni che coinvolgevano musicisti appartenenti a band già piuttosto famose e che, spesso e volentieri, erano un modo come un altro per fare cassa, anche se non di rado ne scaturivano ugualmente lavori di notevole spessore.

Fatta questa doverosa premessa, e visto che le finalità puramente commerciali vengono escluse dal genere stesso messo in scena dai Formalist, trovarsi al cospetto di un gruppo italiano che convoglia membri di Forgotten Tomb, Malasangre e Viscera ///, per chi conosce queste tre band equivale soprattutto alla garanzia di ascoltare musica intensa, corrosiva e non convenzionale.
Ciò che balza subito all’attenzione fin dalle prime note è l’evidente e non così scontata amalgama del contributo sonoro portato dalle diverse personalità presenti: così se la voce di Ferdinando Marchisio mette sul piatto l’impronta inevitabile dei suoi Forgotten Tomb, la tempesta sonora messa in atto dalla chitarra di Michele Basso e dalla base ritmica della coppia Nicola Casella/Riccardo Rossi appare una perfetta sintesi del sound che ci hanno regalato i Viscera /// ed i Malasangre (in quest’ultimo caso in tempi meno recenti visto che il loro l’ultimo album risale ormai al 2012)
No One Will Shine Anymore presenta così tre lunghi brani, tra i quali l’opener Arson appare leggermente più accattivante, mostrando i momenti maggiormente avvicinabili agli ultimi Forgotten Tomb, ma in generale il post metal, lo sludge, l’ambient drone ed il black metal vengono magnificamente sintetizzati dal quartetto, che non dimentica di offrire all’insieme un’idea melodica esaltata nella stupenda Mainlined, traccia nella quale dissonanze sludge/doom si alternano a passaggi più dolenti ed evocativi. In mezzo troviamo la più lunga e disturbata Foul, nella cui parte iniziale provano a farsi spazio i minacciosi toni di matrice Malasangre che vengono poi relativamente stemperati dalle inquiete atmosfere post dei Viscera ///.
Ovviamente questa descrizione non deve far pensare ad una sorta di collage delle varie componenti, le quali come detto in realtà si fondono e si intrecciano e, in più di un frangente, diventano un qualcosa va ben oltre un ideale somma degli addendi, assumendo le sembianze di un sound personale al quale si può attribuire senza alcuna remora il marchio Formalist.
Concludo con un auspicio, riguardante l’opportunità di ripetere con maggiore frequenza operazioni di questo genere, perché è proprio nell’osmosi tra musicisti provenienti da band e generi diversi che si concretizza la possibilità di rinsaldare e far crescere una scena che normalmente non brilla per unità di intenti.

Tracklist:
1.Arson
2.Foul
3.Mainlined

Line-up:
Ferdinando Marchisio – Vocals
Michele Basso – Guitars
Nicola Casella – Bass
Riccardo Rossi – Drums & Electronics

FORMALIST – Facebook

CANALE TELEGRAM

RIMANI IN CONTATTO

GRUPPO WHATSUP

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

GRAZIE A TUTTI

Come preannunciato all’inizio dell’estate, l’attività di MetalEyes è cessata ufficialmente dal 31 agosto con la pubblicazione dell’ultima recensione. Il sito rimarrà comunque online ancora per

Esogenesi - Esogenesi - metal

Esogenesi – Esogenesi

I quattro lunghi brani, inframmezzati da un breve strumentale, testimoniano in ogni frangente lo spessore già ragguardevole raggiunto dagli Esogenesi al loro primo passo, sicuramente non più lungo della gamba in quanto preparato con tempi debitamente lunghi come si conviene a chi si dedica ad un genere per sua natura antitetico a tutto ciò che appare frettoloso o superficiale.

GAME OVER

A poco meno di 3 anni dal momento in cui MetalEyes ha mosso i primi passi è arrivato il momento di mettere la parola fine

Saint Vitus - Saint Vitus - metal

Saint Vitus – Saint Vitus

Il Saint Vitus bis è un album che non offusca affatto il mito ma semmai lo rafforza senza far rimpiangere più di tanto i fasti del secolo scorso.