iye-logo-light-1-250x250
Webzine dal 1999

Recensione : Demikhov – Experimental Transplantation of Vital Organs

Experimental Transplantation of Vital Organs è un concentrato di musica rigorosamente strumentale, consacrata al disturbo dei padiglioni auricolari grazie al suo mix di drone, sludge, postmetal e progressive.

Demikhov - Experimental Transplantation of Vital Organs - metal

Vladimir Demikhov viene definito da molti uno scienziato, nonché pioniere della tecnologia del trapianto degli organi vitali (tanto che persino il celeberrimo Chris Barnard pare lo considerasse il suo maestro); personalmente, invece, l’appellativo più gentile che mi viene in mente è sadico-psicopatico: difficile definire altrimenti colui che, in nome di chissà quale benefici per la scienza medica, si dilettò nel creare aberrazioni canine a due teste (chi come me ama gli animali rabbrividirà nel vedere le foto scattate all’epoca, provando ad immaginare le sofferenze alle quali furono soggette quelle povere creature).

Detto ciò, i Demikhov che ci interessano di più sono questi ragazzi di Desenzano che assumono in toto il monicker ed il concept da quel deprecabile personaggio: Experimental Transplantation of Vital Organs è il loro primo full length, arriva qualche anno dopo rispetto all’esordio #0 ed è un concentrato di musica rigorosamente strumentale, salvo qualche voce in sottofondo che si può cogliere ogni tanto, consacrata al disturbo dei padiglioni auricolari grazie al suo mix di drone, sludge, postmetal e progressive.
Ciò che ne scaturisce è così una quarantina di minuti che, come per gran parte degli album oggetto di tale scelta, non sempre riesce a sopperire del tutto all’assenza di parti cantate, ma riesce a far apparire il tutto più logico e funzionale alla causa rispetto a tentativi analoghi.
I Demikhov, tutto sommato, fanno con la musica ciò che l’omonimo emulo sovietico del dr.Frankenstein tentò di fare con gli esseri viventi: prima la sezionano, poi cercano di riportarla in vita unendo generi diversi finché non cessa nuovamente di vivere, e così via, in una sorta di inquietante loop.
Il risultato finale è intrigante e l’esperimento, almeno per loro, può dirsi senz’altro riuscito: probabilmente le cose migliori vengono fuori quando il trio lombardo lascia sgorgare le proprie pulsioni psichedeliche (ottima davvero Twice the Bark); proprio questo è il punto dal quale, personalmente, ripartirei con più convinzione alla prossima occasione, con lo scopo di rendere più organico il tutto senza dover necessariamente soffocare l’indole sperimentale.
Una buona prova rivolta a menti sufficientemente aperte.

Tracklist:
1.A Two-Headed Zeus Appears to Vladimir Demikhov
2.Twice the Bark
3.Accumulating Failures Magnifies Your Heads’ Collection
4.Disiecta Membra
5.Dogs for the Government
6.My Mind Master Mystic Mademoiselle
7.Hammer is the Most Underrated Surgical Tool
8.Dasvidania Tovarish

Line-up:
Kaiser
Lars
Zano

DEMIKHOV – Facebook

CANALE TELEGRAM

RIMANI IN CONTATTO

GRUPPO WHATSUP

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

GRAZIE A TUTTI

Come preannunciato all’inizio dell’estate, l’attività di MetalEyes è cessata ufficialmente dal 31 agosto con la pubblicazione dell’ultima recensione. Il sito rimarrà comunque online ancora per

Esogenesi - Esogenesi - metal

Esogenesi – Esogenesi

I quattro lunghi brani, inframmezzati da un breve strumentale, testimoniano in ogni frangente lo spessore già ragguardevole raggiunto dagli Esogenesi al loro primo passo, sicuramente non più lungo della gamba in quanto preparato con tempi debitamente lunghi come si conviene a chi si dedica ad un genere per sua natura antitetico a tutto ciò che appare frettoloso o superficiale.

GAME OVER

A poco meno di 3 anni dal momento in cui MetalEyes ha mosso i primi passi è arrivato il momento di mettere la parola fine

Saint Vitus - Saint Vitus - metal

Saint Vitus – Saint Vitus

Il Saint Vitus bis è un album che non offusca affatto il mito ma semmai lo rafforza senza far rimpiangere più di tanto i fasti del secolo scorso.