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Recensione : Dead Earth Politics – Men Become Gods

Perfetto esempio di metal classico supportato da ritmiche dal groove modernissimo, il sound dei texani Dead Earth Politics risulta originale e alquanto convincente.

Dead Earth Politics  -  Men Become Gods - Recensioni Metal

E da una decina d’anni che i Dead Earth Politics girano per gli States a far danni: la band di Austin, infatti, nasce nel 2005 per esordire in seguito con l’ep “Mark The Resistance”.

Era il 2008, e due anni dopo il gruppo licenziò il suo primo ed unico full length dal titolo “The Weight Of Poseidon”, seguito lo scorso anno dal secondo ep “The Queen of Steel”.
Con l’anno nuovo la band continua il suo ottimo lavoro, dando alle stampe l’ennesimo mini, questo bellissimo Men Become Gods, confermando l’ottima vena compositiva e l’originalità di un sound che pesca a piene mani dalla tradizione americana, per quanto riguarda il groove metal, e da quella europea amalgamandolo con straordinarie parti e solos di metal classico direttamente dalla NWOBHM e dalla vergine di ferro.
Quattro brani pregevoli, lunghi abbastanza per arrivare ad una ventina di minuti di durata complessiva, nei quali il gruppo statunitense dà sfoggio di tutte le sue capacità compositive e tecniche, così che, fin dall’opener Casting Stones veniamo travolti da ritmiche colme di groove, tra il metal moderno di band come i Lamb Of God, elementi classici portati dalla straordinaria macchina macina riff e assoli delle due asce (Tim Driscoll e Aaron Canady) ed una straordinaria predisposizione tutta americana per il southern epic metal, tra Corrosion of Conformity e Molly Hatchett (Ice & Fire), dualismo che si evince anche dalla copertina dall’illustrazione epica e le scritte moderne.
Ven Scott è un vocalist eccellente, che si trova a suo agio nelle parti dove con grinta e qualche accenno al growl segue le atmosfere più moderne dei brani, ma è dotato pure di un’estensione da vocalist metal di razza (Crimson Dichotomy); la ritmica sprizza groove potentissimo, pura lava incandescente che raffreddandosi crea un monolite pesantissimo su cui è strutturato il sound dei Dead Earth Politics (Will Little al basso e Mason Evans alle pelli).
Una band così deve assolutamente regalarci un full length al più presto: la musica dei nostri a tratti esalta, ed è un vero peccato che tutto finisca in così poco tempo.
Ed allora seguiamoli e aspettiamo fiduciosi perché con brani di questo livello e il doppio del minutaggio il risultato sarebbe clamoroso.

Tracklist:
1. Casting Stones
2. Men Become Gods
3. Ice & Fire
4. Crimson Dichotomy

Line-up:
Will Little – Bass
Mason Evans – Drums
Tim “TIMMEH!!” Driscoll – Guitars
Ven Scott – Vocals
Aaron Canady – Guitars

DEAD EARTH POLITICS – Facebook

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