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Recensione : Code – Lost Signal

I Code si ripresentano ai propri fans rivestiti di nuova pelle: la mutazione è completa e fotografata in questo lavoro, vedremo sei i prossimi brani inediti terranno fede alle premesse racchiuse in questo ep.

Code - Lost Signal - metal

Come non poche realtà nate come black metal band dai rimandi progressivi, anche gli inglesi Code con il passare del tempo hanno abbandonato il lato violento del genere per avvicinarsi sempre di più al post metal.

Il gruppo, attivo dall’inizio del nuovo millennio e formata da musicisti inglesi e norvegesi, ha sfornato opere di indubbio valore riassunte in quattro full length che vanno dal primo Nouveau Gloaming del 2005 a Mut del 2015, con la registrazione del live in Olanda dello stesso anno e l’uscita di Lost Signal, ep che saluta il 2017 a suon di progressive avantgarde metal.
Abbandonato il metal estremo, il gruppo immette sul mercato questi sei capitoli che racchiudono l’essenza del suonare il genere nel nuovo millennio.
L’anima progressiva sfiora il sound intimista e drammatico dei Code, le tracce già edite (tre dal precedente lavoro e una per ogni album pubblicato) sono reinterpretate dal gruppo in una veste più intimista come se la voglia di ricominciare dovesse appunto passare da un presentazione del nuovo corso, proprio cambiando abito a sei delle tante sorelle danzanti create dal quintetto.
Parliamoci chiaro, il genere non stupisce più, qualche gruppo che ha ottenuto un minimo di successo e le tante realtà che popolano l’underground hanno chiaramente portato alla normale fruibilità questo modo di suonare musica progressiva nel nuovo millennio, oscura, ancestrale a tratti cervellotica, ma non più sorprendente.
Rimane però la qualità altissima ed il talento per regalare emozioni che ai Code non fa certo difetto, anche e soprattutto all’interpretazione piena di magia di Wacian.
La musica del gruppo, pur ben consolidata nelle atmosfere del genere, è in grado di regalare emozioni anche a chi non ha molta confidenza con le sfumature di ancestrale oscurità di cui sono pregne queste reinterpretazioni che, come già scritto, abbandonano il metal estremo, evidenziato specialmente nelle tracce pescate dai primi lavori (Brass Dogs).
I Code si ripresentano ai propri fans rivestiti di nuova pelle: la mutazione è completa e fotografata in questo lavoro, vedremo sei i prossimi brani inediti terranno fede alle premesse racchiuse in questo ep.

TRACKLIST
1.On Blinding Larks
2.Cocoon
3.Affliction
4.The Rattle of Black Teeth
5.The Lazarus Cord
6.Brass Dogs

LINE-UP
Aort – Guitars
Andras – Guitars
LORDt – Drums
Syhr – Bass
Wacian – Vocals

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