iye-logo-light-1-250x250
Webzine dal 1999

Recensione : Cinzas – Demo I

Anche se ovviamente siamo sempre nell'ambito dei prodotti per fans accaniti, questa uscita rappresenta l’ennesima conferma dell’esistenza di una scena lusitana che, oggi, è probabilmente quella che ha raccolto con la maggiore convinzione e purezza d’intenti l’eredità della nera fiamma che cominciò ad ardere quasi trent’anni fa in Scandinavia.

Cinzas – Demo I - metal

Il Portogallo sia divenendo il luogo in cui il black metal pare aver ritrovato la propria spinta primigenia per rinascere in un certo senso dalle proprie ceneri, dopo aver lambito, se non a tratti raggiunto, un’imprevedibile collocazione nel mainstream metallico.

E’ un paradosso che tutto ciò stia succedendo in un paese lontano anni luce, non solo geograficamente, dalle lande in cui tutto ebbe inizio; escludendo improbabili considerazioni di carattere climatico (non bisogna per forza aggirarsi con sguardo torvo in foreste innevate per suonare black metal), il fatto che sia il paese del fado a trovarsi il prima linea nella produzione di sonorità così malignamente crude e vintage non deve sorprendere: fondamentalmente qui troviamo due facce della stessa medaglia chiamata inquietudine o disagio, e se da una parte vediamo la sua espressione più ripiegata su sé stessa e malinconica, dall’altra abbiamo la reazione misantropica ad un destino che resta ineluttabile, senza che per questo debba essere accettato passivamente
Cinzas è il progetto solista di Mortiferus e Demo I raccoglie buona parte del materiale che il musicista lusitano compose all’inizio del decennio per la sua precedente band D.O.R. , messo finalmente a disposizione del pubblico dalla Purodium Rekords con il sempre più apprezzato formato in cassetta (in edizione limitata a 66 copie).
Il contenuto del demo è un black scarno, violento, dalla produzione lo-fi (la voce spesso è un qualcosa che si sente il lontananza), ma talmente intonso e fedele ai dettami che non lo si può non amare; anche se ovviamente siamo sempre nell’ambito dei prodotti per fans accaniti, questa uscita rappresenta l’ennesima conferma dell’esistenza di una scena lusitana che, oggi, è probabilmente quella che ha raccolto con la maggiore convinzione e purezza d’intenti l’eredità della nera fiamma che cominciò ad ardere quasi trent’anni fa in Scandinavia.
Chi è alla ricerca di questo tipo di sonorità tenga quindi i fari costantemente puntati sulla splendida Lisbona, non ne resterà deluso.

Tracklist:
1. I
2. II
3. III
4. IV
5. V

Line up:
Mortiferus – All instruments, Vocals

CANALE TELEGRAM

RIMANI IN CONTATTO

GRUPPO WHATSUP

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

GRAZIE A TUTTI

Come preannunciato all’inizio dell’estate, l’attività di MetalEyes è cessata ufficialmente dal 31 agosto con la pubblicazione dell’ultima recensione. Il sito rimarrà comunque online ancora per

Esogenesi - Esogenesi - metal

Esogenesi – Esogenesi

I quattro lunghi brani, inframmezzati da un breve strumentale, testimoniano in ogni frangente lo spessore già ragguardevole raggiunto dagli Esogenesi al loro primo passo, sicuramente non più lungo della gamba in quanto preparato con tempi debitamente lunghi come si conviene a chi si dedica ad un genere per sua natura antitetico a tutto ciò che appare frettoloso o superficiale.

GAME OVER

A poco meno di 3 anni dal momento in cui MetalEyes ha mosso i primi passi è arrivato il momento di mettere la parola fine

Saint Vitus - Saint Vitus - metal

Saint Vitus – Saint Vitus

Il Saint Vitus bis è un album che non offusca affatto il mito ma semmai lo rafforza senza far rimpiangere più di tanto i fasti del secolo scorso.