iye-logo-light-1-250x250
Webzine dal 1999

Recensione : Carved – Thanatos

Superato il già bellissimo precedente lavoro, i Carved confermano le enormi potenzialità dimostrate con un album emozionante, estremo ed elegante, imperdibile per chi ama queste sonorità.

Carved - Thanatos - death

La scena italiana in ambito metallico sta attraversando un ottimo momento e le prime uscite del nuovo anno ribadiscono il valore del metal made In Italy in tutte le sue sfumature.

Una scena che da un po’ di anni vede gli artisti collaborare tra loro in maniera più continua contribuendo ad opere già di per sé notevoli come Thanatos, ultimo lavoro dei Carved, combo ligure di cui vi avevamo parlato all’indomani dell’uscita del precedente bellissimo lavoro intitolato Kyrie Eleison, licenziato un paio di anni fa.
E’ sempre la Revalve a prendersi cura del gruppo e del suo nuovo album, che in parte si discosta dal melodic death metal più diretto e sinfonico che ne aveva caratterizzato il sound, per abbracciare ancor più quelle atmosfere progressive che ne determinano una maggiore eleganza, sommate a momenti folk metal molto suggestivi ed epici.
Una buona fetta del meglio delle voci che il metal underground tricolore possa vantare in termini di cantanti li ritroviamo in veste di ospiti nelle varie tracce che formano la tracklist di Thanatos, oltre a Simone Mularoni che ha registrato, mixato e masterizzato l’album ai Domination Studio e ha prestato la sua chitarra sul brano Skal, Federico Mecozzi alla viola e violino e Marco Mantovani al pianoforte.
Claudio Coassin, Michele Guaitoli, Roberto Tiranti, Marco Pastorino, Gabriele Gozzi, Sara Squadrani e Anna Giusto, sono gli splendidi interpreti che valorizzano il gran lavoro del gruppo, impreziosendo e rendendo varia tutta la musica che i Carved hanno creato per il nuovo album che vive, come scritto, di melodic death metal, come di prog e folk in un sali e scendi emotivo e di tensione perfettamente bilanciato da un songwriting di altissima qualità.
Quindi, oltre a brani più in linea con quanto fatto in passato (Sons Of Eagle, Spider), i Carved ci regalano brani come Elsie (An Afterlife Suite), Hagakure, La Ballata Degli Impiccati e Octopus dove oltre ai soliti Dark Tranquillity, spuntano splendidi echi di Amorphis e Borknagar a rendere Thanatos un clamoroso ritorno.
Superato il già bellissimo precedente lavoro, i Carved confermano le enormi potenzialità dimostrate con un album emozionante, estremo ed elegante, imperdibile per chi ama queste sonorità.

Tracklist
01. Sons of Eagle
02. Octopus
03. Skal
04. Path
05. Rain Servant
06. Hagakure
07. La ballata degli impiccati
08. NeveroddoreveN
09. The Time Traveller
10. Spider
11. The Gulf
12. Come with Me
13. Elsie (An Afterlife Suite)

Line-up
Lorenzo Nicoli – Bass, Vocals (backing)
Giulio Assente – Drums
Damiano Terzoni – Guitars
Alex Ross – Guitars
Cristian Guzzon – Vocals

CARVED – Facebook

CANALE TELEGRAM

RIMANI IN CONTATTO

GRUPPO WHATSUP

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

Hardline - Life - rock

Hardline – Life

La cover di Who Wants To Live Forever dei Queen come perla incastonata tra la dozzina di tracce che compongono l’album, valorizza, se ce ne fosse bisogno il gran lavoro degli Hardline a conferma dell’ottimo stato di forma dell’hard rock melodico.

Carnal Tomb - Abhorrent Veneration - death

Carnal Tomb – Abhorrent Veneration

I Carnal Tomb danno un seguito all’altezza del buon esordio di tre anni fa e come allora noi di Metaleyes ve ne consigliamo l’ascolto, sempre che i vostri gusti in fatto di death metal siano rivolti alla frangia tradizionale del genere.

First Signal - Line Of Fire - rock

First Signal – Line Of Fire

Line Of Fire è una raccolta di canzoni dove rocciose parti hard rock, si alleano con linee melodiche di rara bellezza, raffinate ed eleganti, sapientemente ruvide ma, allo stesso tempo ruffiane tanto basta per spaccare cuori tra i rockers dai gusti melodici.

Deepshade - Soul Divider - rock

Deepshade – Soul Divider

I Deepshade esibiscono un sound personale, riescono nella non facile impresa di risultare a loro modo originali, pur lasciando che all’ascolto dell’album le loro ispirazioni facciano capolino dalle pareti del tunnel dai mille colori in cui si entra appena si preme il tasto play.