
Odd – Last Gear
“Last Gear” è la dimostrazione che nel 2014 si può continuare a fare musica definibile a buon diritto “progressiva”, senza per questo essere costretti a presentarsi al pubblico come una sorta di cover band camuffata.
Stefano Cavanna scrive per In Your Eyes Ezine dal 2011 ed è uno dei recensori metal di riferimento della testata. La sua formazione di ascoltatore, da figlio degli anni Sessanta, parte dal progressive rock per poi virare verso sonorità più cupe: la scoperta della darkwave e del gothic rock, e soprattutto l'ascolto di Forest of Equilibrium dei Cathedral, lo conducono verso gli abissi del doom. Da lì un percorso senza ritorno tra le atmosfere funeree di Anathema, My Dying Bride, Shape of Despair e Skepticism.
Questa passione si è concretizzata nel libro Il Suono del Dolore – Trent'anni di Funeral Doom, pubblicato da Tsunami Edizioni nel 2023. Insieme ad Alberto Centenari ha dato vita a MetalEyes, la costola di iyezine dedicata alla musica metal, che continua a portare avanti.

“Last Gear” è la dimostrazione che nel 2014 si può continuare a fare musica definibile a buon diritto “progressiva”, senza per questo essere costretti a presentarsi al pubblico come una sorta di cover band camuffata.

“Gemini”, pur risultando gradevole fin dal primo impatto, conserva una sua profondità che lo rende sempre più apprezzabile ad ogni successivo ascolto.

Una prova di buon livello, sia pure con tutte le riserve derivanti da un minutaggio complessivo piuttosto ridotto per poter trarre delle conclusioni definitive.

Questo EP dei Raum Kingdom è davvero un piacevole ed inatteso regalo per i fan dello sludge metal

Una testimonianza godibile e non priva di spunti pregevoli i cui motivi di interesse, però, risiedono più nel suo valore storico che non in quello puramente qualitativo.

Un gran bel lavoro che, pur non reinventando la ruota, mette sul piatto una serie di brani trascinanti e convincenti a base di un black/death melodico di scuola mediterranea.

Questo breve EP d’esordio mostra una band già pronta ad incidere un lavoro su lunga distanza, anche perché l’indubbia stoffa tecnico-strumentale è abbinata a capacità compositive tutt’altro che banali.

In quest’occasione i Novembers Doom ritrovano in toto lo smalto del passato e ci regalano quasi settanta minuti di assoluto livello.

Gli statunitensi Where She Wept, al loro terzo album, propongono un gothic doom sulla nobile scia della sposa morente.

Redemption è un lavoro con luci e ombre equamente suddivise ma che si colloca innegabilmente come uno spartiacque nella carriera degli A Young Man’s Funeral

Un ritorno gradito e tutt’altro che superfluo per una band che potrebbe ricavare oggi quelle gratificazioni che forse non ha ottenuto nella prima fase della propria carriera.

Exilia – Chiavari 12 Luglio 2014: Non sempre il caso gioca dei brutti scherzi, come troppo spesso accade: trovandomi di passaggio a Chiavari lo scorso 12 …