
Art 238 – Atavism
Un buon ritorno per i transalpini Art 238, in attesa di un più probante prossimo passo su lunga distanza.
Stefano Cavanna scrive per In Your Eyes Ezine dal 2011 ed è uno dei recensori metal di riferimento della testata. La sua formazione di ascoltatore, da figlio degli anni Sessanta, parte dal progressive rock per poi virare verso sonorità più cupe: la scoperta della darkwave e del gothic rock, e soprattutto l'ascolto di Forest of Equilibrium dei Cathedral, lo conducono verso gli abissi del doom. Da lì un percorso senza ritorno tra le atmosfere funeree di Anathema, My Dying Bride, Shape of Despair e Skepticism.
Questa passione si è concretizzata nel libro Il Suono del Dolore – Trent'anni di Funeral Doom, pubblicato da Tsunami Edizioni nel 2023. Insieme ad Alberto Centenari ha dato vita a MetalEyes, la costola di iyezine dedicata alla musica metal, che continua a portare avanti.

Un buon ritorno per i transalpini Art 238, in attesa di un più probante prossimo passo su lunga distanza.

Pur senza strabiliare per capacità innovativa, i Disclosed Silence convincono grazie a una capacità di scrittura molto lineare che rende i brani fruibili senza particolare fatica, pur mantenendo nel contempo una certa profondità.

Pur asservito ai ritmi del black, “Blestem” è intriso della stessa carica di dolore e disperazione che caratterizzava “Canto III” e “Doliu”,

Un disco composto senza fare particolari calcoli, lasciandosi portare dall’enfasi del racconto e facendo sì che i ritmi e le atmosfere si alternino con una discreta fluidità.

Una raccolta di brani splendidi a conferma dello spessore superiore alla media di un musicista come Duncan Patterson.

Un lavoro capace di coinvolgere emotivamente l’ascoltatore

I finlandesi Vainaja sono l’ennesima piacevole scoperta della quale ci fa omaggio la scena death-doom nordeuropea.

Gli Hollow spazzano via i simulacri dei nomi più noti in campo symphonic-black come una sorta di tsunami purificatore.

I tedeschi Mono Inc. nel loro paese ormai possono essere definiti a buon titolo una band di successo, ma non per questo, a mio avviso, meritano d’essere liquidati come un semplice fenomeno commerciale.

I Nazgul Rising regalano agli ascoltatori una quarantina di minuti di symphonic black al suo massimo splendore.

Gli inglesi Nervewrecker si presentano al pubblico con questo Ep che si rivela un interessante mix tra stoner, sludge e post-hardcore, il tutto proposto con convinzione e cattiveria davvero rimarchevoli.

Un’ottima prova per una band relegata finora in seconda fascia ma con ben poco da invidiare a nomi più celebrati.