
6:33 – Deadly Scenes
“Deadly Scenes” è un’autentica bomba pronta a deflagrare e a conquistare il mondo, solo se chi di dovere (ovvero il pubblico) avesse orecchie per intendere …
Stefano Cavanna scrive per In Your Eyes Ezine dal 2011 ed è uno dei recensori metal di riferimento della testata. La sua formazione di ascoltatore, da figlio degli anni Sessanta, parte dal progressive rock per poi virare verso sonorità più cupe: la scoperta della darkwave e del gothic rock, e soprattutto l'ascolto di Forest of Equilibrium dei Cathedral, lo conducono verso gli abissi del doom. Da lì un percorso senza ritorno tra le atmosfere funeree di Anathema, My Dying Bride, Shape of Despair e Skepticism.
Questa passione si è concretizzata nel libro Il Suono del Dolore – Trent'anni di Funeral Doom, pubblicato da Tsunami Edizioni nel 2023. Insieme ad Alberto Centenari ha dato vita a MetalEyes, la costola di iyezine dedicata alla musica metal, che continua a portare avanti.

“Deadly Scenes” è un’autentica bomba pronta a deflagrare e a conquistare il mondo, solo se chi di dovere (ovvero il pubblico) avesse orecchie per intendere …

Un album che ha un suo filo logico e musicisti che ricordano, in ogni frangente, che la musica è, soprattutto, melodia ed emozione, e che la sperimentazione fine a sé stessa è un trucchetto ormai abusato quanto facilmente smascherabile.

“Fallen In Disbelief”, esordio degli Unmercenaries, si rivela in extremis una delle migliori uscita dell’anno in ambito doom.

I Cvinger si rivelano come una delle realtà più interessanti e in costante evoluzione nel panorama del black metal europeo.

Un disco da ascoltare ed un musicista da supportare, indipendentemente dai generi che si prediligono abitualmente.

“Quiet” si rivela un gradito cadeau per i fan della band ma può costituire, tuttavia, un ascolto interessante anche per chi gli Oblyvion non li avesse mai sentiti nominare fino ad oggi.

Nel complesso, i tre brani che compongono il lavoro non sono affatto male ma ogni tanto affiora qualche passaggio a vuoto, sotto forma di fasi interlocutorie che vanno a spezzare la buona intensità prodotta dal duo quando decide di fare le cose in maniera più lineare.

Intervista con Daniel Neagoe, vocalist e principale compositore degli Eye Of Solitude, la band funeral-death doom che ha chiuso al primo posto nella mia personale classifica del 2014.

Best Of 2014 – Stefano Cavanna: L’approssimarsi della fine dell’anno come sempre spinge a fare dei consuntivi e, talvolta, si rivela utile per tirare le…

“Ex Nihilo in Nihilum” non perde mai la sua forte connotazione melodica ed è un lavoro che cresce ad ogni ascolto.

“Funeral Impressions” si dimostra una prova di grande spessore qualitativo nel corso della quale viene esibita un’ora abbondante di suoni dolenti ma arricchiti da una connotazione melodica sempre in bella evidenza.

I brasiliani Jupiterian fanno il loro esordio con questo ep all’insegna di un death doom dai connotati piuttosto tradizionali.