
King Tuff – Smalltown stardust
Nuovo album di King Tuff al secolo Kyle Thomas, uno fra i compositori indie underground fra i più talentuosi e capaci della scena indie pop contemporanea.

Nuovo album di King Tuff al secolo Kyle Thomas, uno fra i compositori indie underground fra i più talentuosi e capaci della scena indie pop contemporanea.

Ottimo ritorno discografico per i torinesi Gli Alberi, un gruppo che coniuga metal, arte e temi molto interessanti. La salita e la discesa del monte pakistano Nanga Parbat di Reinhold e Gunther Messner nel 1970.

Arriva dal Texas il misterioso produttore e musicista di elettronica Shall Remain Nameless con il suo album “Dream of a sampler life” autoprodotto ed in uscita a fine gennaio 2023.

Ristampa vinilica in grande spolvero da parte della meritoria etichetta spagnola Vampisoul per un disco del 1969 del venezuelano Ray Pèrez Y Sus Kenyas “ Ra! Rai!” uscito originariamente per la Pyraphone Records. Il disco era il quarto per il gruppo venezuelano, autore di una salsa molto ballabile, popolare e con un gran classe al contempo.

Nuovo disco per i canadesi Fucked Up, dopo cinque anni dal precedente “Dose you dreams”, sempre su Merge Records. Gli Fucked Up sono un gruppo i ngiro dal 2011, dei veri e propri veterani della sena dell’hardcore melodico con forti venature pop, ovvero abrasività ma anche un grande senso della melodia.

Secondo incontro sonoro fra il gruppo roots reggae Danakil e il collettivo dub ONDUBGROUND sempre su Baco Records.

Ambizioso e riuscito debutto discografico per gli svedesi Änterbila, gruppo che propone un black metal classico con molti elementi folk, con la giusta miscela fra aggressività e melodia.

Erik Kriek ha studiato e ha compreso in maniera molto profonda le dinamiche della società islandese dell’epoca vichinga, arrivando a disegnare un affresco molto vivo e vivido dell’Islanda e degli islandesi di quell’epoca.

Ritorno sulla traccia per i cagliaritani Lastbreath con il nuovo lavoro “Vendetta” per Time To Kill Records, un lavoro di hc metal senza compromessi e dal forte spirito anni novanta e primi duemila, forse l’epoca d’oro dell’hardcore inteso in una certa maniera, quella che possiamo trovare qui.

Riah è un acronimo per Ropes Inside An Hole, un collettivo post metal fra Italia e Svezia. I Riah hanno pubblicato qualche anno fa il loro debutto “Autumnalia” e poi un bellissimo split un altra grande entità del post metal italiano, i Postvorta.

Un disco che porta luce e conoscenza, un lavoro ricchissimo e profuso di impegno e di conoscenza musicale dai mille risvolti per un artista totale e che non vuol cambiare la musica attraverso i suoi concetti e i suoi sforzi. Dimitry.

Concepito ai tempi della pandemia e del primo confinamento in casa il disco è figlio di una sofferenza che è assai diversa dalla solita, da quella a cui eravamo abituati, e tutto ciò lo possiamo ritrovare qui sublimato, come sublime è tutto “Witnesses”. (Echo) – Witnesses