
Thulium – Sixty Nine
Band multinazionale composta da uno spagnolo, un inglese, un brasiliano, un sudafricano e un francese, e che non poteva che essere di stanza a Londra.

Band multinazionale composta da uno spagnolo, un inglese, un brasiliano, un sudafricano e un francese, e che non poteva che essere di stanza a Londra.

Non credo nell’esistenza di linee guida per fare una recensione, sarebbe come inscatolare uno scoiattolo che scappa. Inoltre non ho mai ben capito se la recensione debba essere più oggettiva o soggettiva. In qualche modo certi dischi fanno così male ai padiglioni auditivi e al cervello che si può fare bene poco.

Patrik Skoog rilascia un album a suo nome, abbandonando per un momento lo pseudonimo Agaric. In realtà ha già pubblicato sotto Drumcode con il suo vero nome, ma è sempre stato più conosciuto con quel monicker. Infatti, a nome Agaric, ha fatto uscire materiale con la sua etichetta We Are Label, e con l’etichetta di Josh Wink, Ovum Recordings, l’album “Who made up the rules” nel 2011.

Dall’incontro di Eugenio Caria, il musicista elettronico dietro il nome Saffronkeira, e il trombettista Mario Massa, nasce questo disco di ambient ed improvvisazione jazz.

I Der Noir ritornano a più di un anno di distanza dal debutto “A Dead Summer” con il loro straordinario rock oscuro.

Un’opera sanguinolenta, un disco con solchi gelati e taglienti, dove la pesantezza si abbatte su di noi e ci fa piacere venire schiacciati da cotanto peso.

Musica gratuita di alta qualità e tanta voglia di collaborare per fare qualcosa di nuovo e notevole, senza scadere in logiche commerciali.

Il suono roots e danzereccio porta la gente a ballare, senza dimenticare di riflettere sui problemi e in primis su se stessi, e questo è il reggae.

Un disco contemporaneo che ci porta direttamente nei jazz club della Cuba anni sessanta. Qui il jazz si fonde con la musica cubana, per arrivare a vette altissime.

Pizza Reggae 11 la tua selezione reggae, preferita! Episodio numero 11.

Davvero un disco godibile e bello, da sentire ovunque, che fa tornare indietro nel tempo e suonato da fuoriclasse.

Ritornano dopo dieci anni i Da Lata, fieri alfieri di un incrocio tra tropicalismo e africanismo, con tinte prese da ovunque.