
Difleger – Dreamcatcher
Sembra davvero che Difleger abbia il potere di tenere imprigionati gli incubi e di restituirceli sotto forma di rumore e musica.

Sembra davvero che Difleger abbia il potere di tenere imprigionati gli incubi e di restituirceli sotto forma di rumore e musica.

Un disco che pone domande e nessuna verità e che, nell’ascoltarlo, mi ha fatto pensare moltissimo al rapporto con mio padre, e non ne sono uscito felice, ma sono felicissimo in compenso della capacità che possiede un disco nello scatenare tutto ciò.

Un gran bel disco pieno di belle e solide realtà, ascoltatelo e non lamentatevi più di ciò che succede alle nostre latitudini, e abbandonatevi all’inverno della civetta.

Gli Ex-Otago partono dalle piccole cose che sono comuni a quasi tutti noi, per arrivare a trattare il mondo come non l’abbiamo mai visto, con un misto di melanconia, di disillusione e di voglia di continuare a sognare.

I Remorse, nonostante qualche pecca, hanno un bel tiro molto radiofonico e moderno.

Le melodie sono classicamente italiane, ma il tappeto sonoro e la metrica è qualcosa di inedito per i nostri lidi.

Mentre l’abisso si avvicina, noi possiamo gustare il vento dell’ineluttabile fine, il lento e letale incedere del nostro mostro personale.

Non c’è molto da dire, se non che qui troverete punk rock un pò dolce, infatti con questo disco sono entrati nella classifica dei migliori quaranta dischi finnici, soprattutto grazie al loro bel tiro radiofonico.

Un disco davvero interessante e con un ritmo che viene dalla commistione e non dalla segregazione.

Caos hardcore in italiano con la rabbia come primo motore.

“Uno Bianca” è il ritratto fedele e musicato delle gesta dei fratelli Savi e complici, una delle pagine più brutte della storia italiana.

Inoki con questo disco spinge i propri limiti più in là, cercando e trovando molto chiaramente una via totalmente personale, alla nobile arte del parlare in rima con un microfono in mano.