
Dirty Machine – Discord
Questi ragazzi americani hanno trovato la propria via per fare un genere fin troppo bistrattato e che invece riesce ancora a regalare buoni dischi come questo.

Questi ragazzi americani hanno trovato la propria via per fare un genere fin troppo bistrattato e che invece riesce ancora a regalare buoni dischi come questo.

Inedito Di Paolo Benvegnù: Vi proponiamo lo streaming del brano inedito di Paolo Benvegnù – L’Ingegnere -, scritto dal giovanissimo Marco Mantovane…

Questi ragazzi di Bordeaux hanno una marcia in più e lo si può sentire benissimo nel disco, perché la potenza ed il controllo che hanno molti gruppi se lo sognano.

E’ molto forte la presenza della sincerità cantautorale partenopea, e come dicono loro gli piace pisciare un po’ ovunque fuori dal cesso e dal seminato, che poi sarebbe la missione della musica, almeno quella che vorrebbe ambire a provarci.

Il ricordo per l’amico caduto permea tutto il disco, ed in alcuni momenti diventa davvero struggente e ci fa tornare a quello che dovrebbe essere lo spirito del metal, potenza, cattiveria, valori ed amicizia e Karl Willetts incarna benissimo tutto ciò. La guerra continua.

La voce del cantautore è molto limpida e si imprime con forza sulle parole, entrando subito in conflitto con esse, e da questa lotta ne nascono composizioni che sono uniche, resistenti e fortemente umane.

La ricchezza di questo disco risiede nella varietà di sensazioni che riesce a dare, rimanendo sempre ben ancorato alla pesantezza e alla possente lentezza del doom.

In culo, il tutto con grande talento e stile. Unòrsominòre smentisce Manuel Agnelli ( che ha ragione solo in parte perché in Italia c’è un sottobosco che funziona benissimo), facendo musica davvero interessante e viva, minimale o scattante a seconda delle esigenze, ma sempre carica di contenuti e di immagini.

From The Outer Space è un piacevolissimo e molto ben scritto disco di musica pesante che sicuramente farà la gioia di molti, testimoniando l’assoluta bontà della scena italiana.

Mancava da tempo un disco così nel nostro sottobosco musicale, che tende non a piacere ma vuole fare male, come una bottigliata in testa al replay.

Il suono di Balance Of Power non è un mero recupero, ma un’intelligente riproposizione di un prodotto molto valido, ieri come oggi, perché è un disco di valore assoluto, ancor di più se si considera che sarebbe dovuto essere l’esordio degli Acid Death.

I Buioingola spaziano su assi differenti e, partendo da una base crust, sviluppano un suono molto originale con inserti neo industrial, incursioni nel doom, soprattutto perl’incedere, e tanta oscurità.