
Mdga – The Album
The Album vorrebbe riuscire a stimolare positivamente il nostro cervello, spronandolo a farlo ragionare, rifiutando l’oppio quotidiano che ci viene propinato.

The Album vorrebbe riuscire a stimolare positivamente il nostro cervello, spronandolo a farlo ragionare, rifiutando l’oppio quotidiano che ci viene propinato.

Note che vengono giù come gocce di pioggia dopo la siccità, territori che si espandono nella nostra mente, la luce arriva su tutto e poi si ritrae veloce per farci vedere colori nel buio.

La varietà e la qualità della raccolta sono incredibili, e a noi italiani piacerà molto, perché ha un gusto vicino agli anni sessanta e settanta italiani, con pezzi quasi lounge nell’accezione di lounge italiano, e soprattutto è un documento molto importante di una musica sudamericana altra, molto diversa e varia.

Bushi è un disco originale e un tentativo di cambiare le coordinate della ricerca musicale in campo pesante, perché qui è usato ad esempio con molta intelligenza anche il pop.

Landero è uno dei punti più alti della cumbia mondiale, e questa raccolta mette insieme alcune delle sue produzioni, ed è imprescindibile non solo per il conoscitore ma anche per chi vuole entrare dalla porta giusta in un mondo misterioso ed affascinante.

I Mad Dogs sono più vari e complessi, non hanno una marcia sola ma riescono sempre a costruire un’ottima melodia, con una struttura forte, tenendo sempre alto il divertimento dell’ascoltatore, un disco, veloce, carico e molto divertente.

I Sator fanno musica per terrorizzare chi sta loro davanti, con un cantato gridato su un tappeto sonoro sempre più potente ad ogni giro di chitarra e basso, con una batteria incalzante, dannati come una nave di pirati zombie.

Dischi come questo sono un arricchimento culturale ed un estremo oscuro piacere per gli amanti del genere, perché qui ci troviamo a livelli altissimi.

Una piccola grande meraviglia, e la cosa più bella è di sentire ancora dischi che ti possano stupire e lasciare migliori di quello che eri prima, e questo è uno di quei dischi, completi e sognanti.

Indolenza, cinismo e poesia per fortuna non perfettamente a fuoco sono le caratteristiche principali di questo cantautore che propone con nonchalance un repertorio molto vasto che deriva direttamente dalla scuola genovese.

Come sempre i Nibiru ci offrono un’esperienza sonora difficilmente descrivibile a parole, ma bisogna dire che in questa occasione sono andati davvero oltre, regalando una prova di valore assoluto e pressoché unica.

No Stars Upon The Bridge è un disco emozionante e coinvolgente, caldo e allo stesso tempo ghiacciato, dove si riafferma una delle più importanti caratteristiche dell’uomo, ovvero la capacità creativa di rielaborare il lutto, poiché il genere umano continua ad andare avanti, il fiume scorre inarrestabile e bisogna trovare il modo per ricordare chi è caduto, e questa è una maniera fantastica.