
Small Thing – Really, It’s Not A Big Deal
Chi ama il punk hc sente al volo se un disco ha la capacità di suscitare qualcosa, e questo dei Small Thing di cose ne suscita molte.

Chi ama il punk hc sente al volo se un disco ha la capacità di suscitare qualcosa, e questo dei Small Thing di cose ne suscita molte.

Tante emozioni musicali differenti e un filo conduttore che è la capacità di creazione dei Crackhouse, i quali non smettono mai di progredire, arrivando a sfiorare tantissimi generi senza inscatolarsi dentro nessuno di essi ma continuando a correre liberi per le loro sconfinate praterie sonore

Poesia e Veleno è un disco che lascia un sentore di malinconia, è blues fatto con altri mezzi e passando per incroci diversi.

L’impasto sonoro è qualcosa che solo i Kawir propongono, e provoca un grande coinvolgimento, mostrando come la via ellenica al black metal sia ancora molto vitale e fertile, anche perché con il retroterra storico greco il materiale non manca di certo

Pochi in Italia hanno questa capacità di affrontare il mare magnum del pop con tale originalità ed identità ben definita.

Stile, eleganza e anche molta sostanza per questa raccolta che contiene il meglio dei primi due dischi di Gabriel Tajeu, talento soul pop che proviene dall’Alabama, terra di grande tradizione soul.

Le chitarre ribassate raccontano di una psichedelia altra, un percorso di sabba che cominciò a Birmingham molto tempo fa ed arriva anche a Treviso, dove viene rielaborato in maniera inedita dai Rudhen, un gruppo che macina musica e tanto altro.

Se c’è crisi il suono diventa post, e i Then Comes Silence fotografano alla perfezione questo momento con la loro ottima mistura post punk new wave.

Questo è il debutto di qualcosa che potrebbe essere di grande importanza per la musica italiana del sottobosco, ma che intanto è un piacere da ascoltare e da godere.

La classe è innata, ma c’è un grande lavoro dietro e si sente, e il risultato è di alta qualità e di altissima ballabilità.

I finlandesi Jess And The Ancient Ones non avrebbero assolutamente sfigurato nel panorama psych rock degli anni sessanta e anni settanta, con il loro groove unico ed inimitabile.

The Witch è un disco peculiare ed unico, fatto di momenti davvero belli, lo si ascolta come se fosse un sogno e riporta la psichedelia al suo naturale alveo insieme all’hard rock, in una cornice curatissima, e conferma come Piacenza e dintorni siano la culla italiana di una certa musica visionaria e bellissima.