
Minipony – Imago
Dischi come questo mostrano quante potenzialità ancora inesplorate ci siano nella musica pesante, un viaggio che continua.

Dischi come questo mostrano quante potenzialità ancora inesplorate ci siano nella musica pesante, un viaggio che continua.

Un disco che potrà essere ascoltato come un videogioco e giocato come un disco, con nostalgia ma anche con voglia di costruire un ambiente musicale nuovo, creando una bella narrazione musicale.

Slow Nerve – Slow Nerve: Rock and roll davvero altro, composto e suonato in maniera differente, con una visione complessiva molto ampia ed import…

I tempi si dilatano, si parte da un’ambientazione western per arrivare molto più lontano, ad un prog di chiara derivazione italiana molto influenzato dalle tastiere che sono davvero suonate bene, e sono incastonate ancora meglio all’interno del loro suono.

La tecnica è notevole, ma non sorpassa mai l’inventiva musicale del gruppo, che è l’unico esemplare italo brasiliano a fare un pop così misto, vivo, leggero e penetrante.

Parlando di musica, ci sono canzoni od album che ti riempono, ti ammantano di qualcosa che hai sempre cercato, o che avevi trovato solo in parte, ecco questo è il caso della Lazerdiscs Records, etichetta francese di suoni retro futuristici ovvero di generi quali il synthwave, retrowave, outrun, futuresynth, neodisco, and slow-mo techno, come si può leggere sul loro bandcamp.

I Concrete Jelly concludono nella maniera migliore la trilogia su Amless, un progetto nel quale si fondono molte cose e dal quale sarebbe bello trarre un musical, perché la loro è una musica molto visiva, con un concept dal respiro molto ampio.

Empty Nation avrebbe fatto la gioia tantissimi ascoltatori della mai troppo compianta Rock Fm, perché ha un tiro notevole e dentro c’è tanta Inghilterra, non quella più famosa, ma quella maggiormente indie: sentire i giri di chitarra per credere.

Questo senso carnale, un morso sulla vita, è trasmesso molto bene dai Rabid Dogs, che partiti da territori più pesanti hanno sviluppato un discorso musicale tutto loro, pieno di contenuti e di metallica ricchezza.

Come origami che volano via questo disco va tenuto stretto, gustatelo ad occhi chiusi, sentitelo, perché siete voi.

Per capire meglio, bisogna fermarsi ad ascoltare la voce di Bobby, e la musica dei Blind Bonobos e sintonizzarsi con il battito notturno del mondo, cercando il si bemolle definitivo.

Manta è un disco molto maturo e completo di un gruppo affatto comune e che, insieme ad altri, sta portando il metal in qualche dimensione sconosciuta che ha come compagni di viaggio il post rock ed il prog.