
Djeco – Animambo
“Animambo” è il terzo album dei Djeco, duo toscano math noise che ha iniziato a torturarci le orecchie nel lontano duemilaquindici (“Moseca”)….

“Animambo” è il terzo album dei Djeco, duo toscano math noise che ha iniziato a torturarci le orecchie nel lontano duemilaquindici (“Moseca”)….

Rave in Italy – Gli anni novanta raccontati dai protagonisti: È uno dei grandi equivoci del nostro tempo. L’autodefinirsi controculturali.

La nebbia che in questi primi giorni dell’anno è inaspettatamente calata sul Granducato è l’immagine perfetta per descrivere la situazione sociale sempre più triste in cui ci siamo insabbiati.

Difficile che i tipi di Agenzia X facciano un buco nell’acqua. Ogni qual volta che si cimentano con la storia del punk italiano il risultato è sempre il medesimo.

Sono nata a Beirut in Libano durante il periodo della guerra civile e provengo da una famiglia di origine armena, i miei nonni erano orfani sopravvissuti al genocidio armeno, i miei antenati abitavano in terre che fanno parte della attuale Turchia. Rita Tekeyan.

Passano i giorni ma resta immutata la situazione sotto il cielo di un inverno che ancora pare non avere intenzione di mostrare il suo vero volto. Passano, e lasciano tutto invariato. Siamo ancora nel pieno di una confusione epocale in cui l’ignoranza regna sovrana.

Virus il punk è rumore. 1982-1989 – Il Virus, centro sociale anarchico milanese, è senza dubbio uno dei punti di riferimento ideologici di una intera generazione.

Rita Tekeyan “Green Line” [Seahorse Rec. 2021]- Sono passati sei anni dal suo debutto discografico, quel “Manifesto AntiWar” che me la fece scoprire e che mi conquistò al primo ascolto.

L’onda lunga della manifestazione romana del nove ottobre ultimo scorso si porta dietro tutta una serie di analisi che non possiamo fingere di ignorare.

Tra i tanti ho puntato quelli di Carcass e Iron Maiden, stimolato dal gran parlare che ne hanno fatto online la maggior parte degli “amici”. Ho visto e vissuto le loro carriere in modo intenso.

Non possiamo pensare che la gente vada in piazza per un piatto di carbonara e non perché si creano cittadini di seria A e di serie B.

Può suonare strano parlare oggi di un romanzo uscito nel millenovecentonovantasei. Ma non è così. Non è questo il caso. La storia ci insegna a guardare sempre indietro, per capire che cosa ci siamo perduti e dove abbiamo sbagliato. “Un destino ridicolo” di Fabrizio De André e Federico Gennari