
CONFESSIONI DI UNA MASCHERA GENNAIO MMXXIII
È l’uomo, come sempre, la più grande delusione dell’anno. Lo diciamo da talmente tanto tempo che forse stiamo diventando stucchevoli nel nostro ripeterci.

È l’uomo, come sempre, la più grande delusione dell’anno. Lo diciamo da talmente tanto tempo che forse stiamo diventando stucchevoli nel nostro ripeterci.

Burla22, Mutamento e This is the last Time. Sono loro i protagonisti di questa nuova avventura che ci porta dal nostro mare a quello che guarda ai Balcani.

Le vie del male sono infinite (diodrone): ALULA “MYTHS AND RITUALS”, KRISHNAMURTI “VAYU”,EX-KAMOTAA “EX-KAMOTAA” …..

La nascita di una realtà indipendente come quella di Agenzia Z rappresenta una speranza per il futuro.

L’anno che sta andando lentamente a morire sarà ricordato per tutta una serie di romanzi che porteremo idealmente con noi nell’imminente duemilaventitré. Tra i tanti mi piace rimarcare “La Stirpe e il Sangue” di Lorenza Ghinelli, uscito proprio a metà di questa nefasta annata grazie a Bompiani.

La giusta chiave di lettura per approcciare “The sun is a violent place”, terzo, recentissimo album di Dagger Moth, è quella di disconnettere i ricordi legati ai primi due, e concentrarsi esclusivamente su questo.

Ancora un gran bel colpo della Subsound. Dopo un grand disco come quello di Nero Kane, sono oggi all’ascolto di “Animami”, terzo recentissimo album di Dalila Kayros. Il passaggio, pur tenendo conto delle diverse scelte sonore tra i due, è quanto di più naturale possa esserci. Da un disco di livello assoluto ad un altro.

Come ci accade costantemente negli ultimi trent’anni, da quando cioè la politica è diventata una dicotomica scelta, quasi plebiscitaria, tra chi stava con il magnate brianzolo, e chi stava contro, tagliando sistematicamente fuori ogni altra visione sociale del paese, abbiamo disertato le urne.

Al tempo li consideravamo, con una malcelata vena snob, troppo “pop”, come se esserlo rappresentasse un difetto, una colpa di cui vergognarsi, e invece molto più semplicemente non capivamo nulla, lasciandoci influenzare dalle ragazzine urlanti stile Beatles.

La scelta del titolo di questo speciale dedicato alla Drown Within’ etichetta dell’instancabile Cristian Franchini, viene dal romanzo di Scerbanenco che recentemente ho ripreso in mano.

Dopo il lungometraggio dedicato a Kurt Cobain, torniamo a parlare di Brett Morgen, e lo facciamo dopo aver visto il suo recentissimo “Moonage Daydream”, con cui ha scelto di rendere omaggio a uno degli artisti del secolo scorso che hanno scritto la storia della musica.

Dei Minor Threat è già stato scritto tutto. Il loro brevissimo percorso, fatto di tre EP e un solo album nel giro di quattro anni (dal millenovecentottantuno al millenovecentottantacinque) è stato analizzato in ogni sua forma e declinazione.