
The Strange Flowers – Songs For Immaginary Movies
The Strange Flowers: Il primo fra i dieci album più belli del 2020, gli altri nove, probabilmente, devono ancora uscire
Luca, conosciuto come Il Santo, è uno dei fondatori di In Your Eyes Ezine e una delle sue voci storiche: scrive dal 2001, soprattutto di rock e punk. Il soprannome non ha origini religiose, ma è ispirato a Simon Templar, il personaggio interpretato da Roger Moore. Appassionato di musica, lettura e calcio, ama ascoltare di tutto e pensare con la propria testa, apprezzando tanto l'aspetto sublime quanto quello terrificante della vita.
Per quasi dieci anni ha gestito Distorsioni, a Varazze, il miglior negozio di dischi della Liguria e un autentico punto di ritrovo per la scena underground: un luogo dove si entrava per i dischi e si trovava sempre un amico. È anche un apprezzato DJ di garage punk, attivo su tutta la Riviera Ligure, e oggi partecipa al podcast di In Your Eyes, dove condivide le sue idee in modo schietto e sincero.

The Strange Flowers: Il primo fra i dieci album più belli del 2020, gli altri nove, probabilmente, devono ancora uscire

Certamente i Gioventù Bruciata hanno mutuato il loro nome (con la giusta dose di dissacrazione) dall’omonimo film – e, probabilmente, dagli stravizi della giovinezza –

Tiedbelly & Matranga Old Joe Grey & Three More Songs: Quattro pezzi profondi e cattivi come un whisky botteglato

Ty Segall & Mikal Cronin – Pop Song 7″ : Ristampa per la stacanovista del lo-fi targata Goodbye Boozy

Quanto sono poco pisani i Porco Rosso? Sarà che i pisani che ho conosciuto, come frequentatori della curva nord dell’Arena Garibaldi, come allievi del corso

Golden Shower Dildo Party: Golden Shower io vi ucciderò siete troppo porno per vivere

The benefit of Things to Come: E’ la prima volta che recensisco un disco del quale non esista un supporto fisico, ma penso che in questo caso ne valga davvero la pena.

Faz Waltz Rebel Kicks : Forse sono davvero nati in un tempo sbagliato

Può un disco essere proporzionalmente bello quanto è brutta la sua copertina? Evidentemente sì. Ne è un esempio lampante questo Run dei milanesi Brightest Room.

Un bel disco DEVE essere contenuto in una bella copertina e quella che contiene questo 7″ delle nostre vecchie conoscenze Beatersband è una delle più

Caltiki Amazzoni: Fare pop senza sembrare banali è impresa ardua, i Caltiki ci riescono alla grande

L’esperimento del dottor K: Dura quanto deve durare un disco di punk rock e suona come deve durare un disco di punk rock, tutto il resto è noia